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La storia del mostro di Nantes, in fuga da 8 anni dopo aver sterminato la famiglia

4' di lettura

L'uomo arrestato all'aeroporto di Glasgow, in Scozia, venerdì 11 ottobre non è Xavier Dupont de Ligonnès, 58 anni, accusato di aver ucciso la moglie e i quattro figli nell'aprile del 2011. Latitante da allora, le prime ricerche vennero estese anche all'Italia

L'illusione di averlo catturato è durata solo poche ore: il tempo di effettuare un'analisi del Dna che ha dato esito negativo. L'uomo arrestato all'aeroporto di Glasgow, in Scozia, nel pomeriggio di venerdì 11 ottobre non è Xavier Dupont de Ligonnès, 58 anni. Accusato di aver sterminato la sua famiglia e noto alle cronache come "Il mostro di Nantes", Dupont resta in fuga. Lo è ormai da oltre 8 anni, da quando nell'aprile del 2011 fece perdere le sue tracce dopo che i corpi della moglie 48enne e dei 4 figli di 21, 18, 16 e 13 anni vennero trovati fatti a pezzi nel giardino di casa. 

Cosa è successo a Nantes nell'aprile del 2011

È il 21 aprile 2011, quando a Nantes, la polizia francese trova i resti dei familiari di Dupont sepolti nello spazio verde della loro abitazione.  L'autopsia sui corpi della madre, Agnes, 48 anni, e di Thomas, il figlio maggiore, rileva su entrambi un foro da arma da fuoco a livello della tempia. Probabilmente i proiettili sono stati sparati con una carabina a canna lunga, proprio come quella che possedeva Dupont. Vengono trovati morti anche i due cani labrador.

La ricostruzione degli inquirenti

Dopo il ritrovamento dei cinque cadaveri, tutti gli elementi portano gli inquirenti a pensare ad un massacro premeditato. I corpi di madre e figli, insieme a quelli dei due cani di famiglia, sono stati accuratamente occultati, chiusi in sacchi di juta e cosparsi di calce. Materiale che l'uomo si era procurato poco prima della sparizione. Negli stessi giorni alcuni testimoni lo avevano visto mettere dei grossi borsoni nel bagagliaio dell'auto.

Chi è Xavier Dupont de Ligonnès

Xavier Dupont de Ligonnès, nato il 9 gennaio 1961, prima dell'inizio della latitanza, si presenta come un dirigente d'azienda. Anche se le informazioni sulla sua vita professionale sono scarse e confuse. Poco prima del massacro, l'uomo avrebbe messo in giro voci di un imminente trasferimento in Australia e ne avrebbe informato anche la scuola dei figli più giovani ed il datore di lavoro della moglie, bidella e insegnante di catechismo. Ad alcuni amici Dupont avrebbe anche raccontato di essere in realtà un agente segreto in missione.

Le prime ricerche anche in Italia

Dopo il macabro ritrovamento, parte subito la caccia all'uomo in Francia e non solo per trovare il cinquantenne. L'uomo in un primo momento viene dato in fuga nel sud del Paese, dove viene trovata la sua auto, una Citroen C5. La vettura è stata localizzata a Roquebrune-sur-Argens, parcheggiata nel piazzale di un hotel dove avrebbe trascorso la notte tra il 14 e il 15 aprile 2011. Siamo nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, non lontano da Frejus e dal confine con l'Italia. Anche per questo le ricerche in quelle setttimane vengono estese anche al nostro Paese. 

Il blitz senza esito nel monatero nel 2018

Passano gli anni e Dupont, sul quale pende un mandato di arresto internazionale, non viene rintracciato. Nel gennaio 2018, dà esito negativo un'operazione della polizia francese in un monastero a Roquebrune-sur-Argens, nello stesso comune in cui venne ritrovata l'auto e dove l'uomo fu visto per l'ultima volta, filmato dalla videosorveglianza di un bancomat. Anche i responsabili del monastero smentiscono la presenza del latitante. Nelle settimane precedenti al blitz, invece, diversi testimoni raccontano alla polizia di aver visto Dupont a inizio dicembre 2017 ad una messa celebrata proprio in quel monastero e qualcuno riferisce agli agenti di averlo visto vestito da monaco.

L'arresto a Glasgow e la smentita arrivata dal Dna

Venerdì 11 ottobre 2019, la polizia scozzese arresta un uomo, appena sceso da un volo proveniente da Parigi, all'aeroporto di Glasgow. Gli agenti sospettano che si tratti proprio di Xavier Dupont de Ligonnès. Sabato 12 ottobre, diversi quotidiani francesi, tra cui Le Figaro e Le Parisien mettono in prima pagina la notizia dell'arresto di colui che è accusato di essere "Il mostro di Nantes". Ma dal confronto delle impronte genetiche viene fuori che l'uomo fermato a Glasgow non è Dupont.

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