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Brexit, ok dei Comuni a legge anti-no deal

2' di lettura

Il testo vuol imporre a Johnson il rinvio dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Il premier risponde con una mozione per andare al voto il 15 ottobre, ma viene respinta

Continua a essere tutt’altro che lineare il percorso della Gran Bretagna sulla strada che porta all’uscita dall’Unione europea. La Camera dei Comuni ha approvato infatti la legge anti-no deal promossa per cercare di imporre un rinvio della Brexit alla scadenza del 31 ottobre. 327 i deputati che hanno votato a favore del testo, 299 i contrari. In realtà, la legge che è passata contiene un emendamento di alcuni laburisti pro Brexit soft che lega il rinvio solo alla possibile approvazione di una versione dell'accordo di Theresa May e ora andrà alla Camera dei Lord a partire da domani.

La contromossa di Johnson: "Elezioni il 15/10"

Si tratta comunque di uno smacco per il neo premier Boris Johnson che ha reagito presentando la mozione che chiede lo scioglimento della Camera e lo svolgimento di elezioni anticipate il 15 ottobre. “Non voglio chiedere un rinvio della Brexit - ha detto Johnson – né lasciare nelle mani di Bruxelles la decisione su quando Londra potrà lasciare l'Ue. Solo il voto può stabilire chi fra me e Corbyn debba negoziare l’uscita”. Un’opzione respinta in tarda serata dalla Camera dei Comuni con 298 sì contro 56 no. Il quorum sarebbe stato dei due terzi (434), ma le opposizioni hanno detto no alla data indicata dal premier. Un epilogo ampiamente anticipato dal leader dell'opposizione laburista Jeremy Corbyn che aveva definito la data indicata da Johnson come "un’offerta avvelenata, una mossa cinica di un primo ministro cinico".

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