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Incidente nucleare Russia, agenzia di Stato conferma picco radioattività

I titoli di Sky Tg24 delle ore 19 del 26 agosto

2' di lettura

L’ente per il monitoraggio meteorologico e ambientale, sull’esplosione dell’8 agosto scorso, ha parlato di una nube di gas inerti formatasi a causa del decadimento di isotopi di bario, stronzio e lantanio

L'agenzia statale russa per il monitoraggio meteorologico e ambientale Roshydromet ha confermato che il breve picco di radioattività registrato a inizio mese, in seguito all'esplosione in un poligono militare vicino Severodvinsk, è stato causato da una nube radioattiva di gas inerti formatasi a causa del decadimento di isotopi di bario, stronzio e lantanio. Nell’incidente dell’8 agosto scorso (RICOSTRUZIONI E DUBBI) in una base della marina militare russa nei pressi di Nenoska sono morti due militari e cinque ingegneri nucleari.

I dubbi sull’incidente

L'agenzia russa Roshydromet, come riportano anche il Washington Post e il Guardian, ha fatto sapere di aver trovato tracce degli isotopi radioattivi nei campioni prelevati nella zona, durante il monitoraggio attivato subito dopo l'esplosione, avvenuta durante il test di un missile probabilmente a propellente nucleare. Sull'esplosione le autorità russe hanno dato notizie non del tutto chiare. A preoccupare è soprattutto il livello di radiazioni registrate, che avrebbero superato fino a 16 volte la norma. Il New York Times ha definito l'incidente come "forse uno dei peggiori incidenti nucleari avvenuti in Russia da Chernobyl, anche se di scala molto minore.

La posizione di Putin e della Ctbto

Nei giorni scorsi, il presidente russo Vladimir Putin, sull’incidente ha dichiarato: "Non vi è alcuna minaccia, sono stati inviati sul posto esperti, anche indipendenti, che stanno monitorando la situazione". Parole che sono arrivate dopo che Lassina Zerbo, capo della Ctbto, organizzazione internazionale impegnata nel controllare che non vengano condotti test nucleari, aveva denunciato che quattro stazioni di monitoraggio delle radiazioni vicine al luogo dell'incidente, quella di Kirov, Dubna, Bilibino e Zalesovo, hanno smesso di trasmettere dati, destando sospetti su un tentativo della Russia di nascondere le conseguenze dell’esplosione.

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