Gemelle siamesi, solo separandole una si salverebbe. Il padre: "Non posso scegliere"

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Marieme e Ndeye sono due sorelle senegalesi di 3 anni. Il padre le ha portate a Londra, ma i medici gli hanno detto che solo una delle due sarebbe sopravvissuta alla separazione e che unite moriranno presto entrambe. L’uomo ha scelto di non scegliere tra le sue figlie

Alla fine Ibrahima Ndiaye ha scelto di non scegliere tra le sue figlie (credits foto Bbc). Lui, ex manager senegalese, è il padre di Marieme e Ndeye, due gemelle siamesi di 3 anni che condividono l'apparato digerente, il fegato e hanno solo tre reni. Nel 2017, quando le bambine - nate a Dakar nel maggio 2016 - avevano 8 mesi, le ha portate a Londra nella speranza di trovare una soluzione. I medici, però, non gli hanno dato speranze: solo una delle due piccole sarebbe sopravvissuta alla separazione. Negli ultimi due anni e mezzo, Ndiaye e lo staff del Great Ormond Street hospital hanno fatto i conti con una domanda tremenda: separare le bimbe, perdendo Marieme ma dando una speranza di vita a Ndeye, oppure lasciarle unite esponendo entrambe a una morte quasi certa in tempi brevi? Una domanda che ha acceso anche un dibattito etico sulla vicenda e su chi dovesse prendere la decisione, tra l’ospedale e il padre. Ndiaye, alla fine, ha scelto di non separare le figlie: resteranno unite fino agli ultimi respiri.

Il padre: era l’unica decisione possibile

Al The Observer, il padre della gemelle ha spiegato che era l’unica conclusione possibile. “Sono insieme, sono uguali”, ha detto l’uomo. Ha aggiunto che non c’è stato disaccordo con l’ospedale sulla decisione. “Sono stati onesti e chiari fin dall’inizio. Siamo arrivati come pazienti, ma ora li considero una famiglia. Non mi sono mai sentito sotto pressione per accettare l’operazione”, ha raccontato. Il dilemma di Ibrahima Ndiaye è anche al centro di un documentario della Bbc, dal titolo “Le gemelle siamesi: una decisione impossibile”, che ripercorre tutta la vicenda.

Marieme e Ndeye come “il ghiaccio e il fuoco”

Le bambine, che ora vivono a Cardiff, hanno sorpreso i medici superando un’aspettativa di vita ridottissima. Il loro futuro, dicono però gli esperti, è segnato. Marieme è la più debole, ma lo sforzo di Ndeye per mantenere in vita anche la sorella sottopone i suoi organi a un forte stress. Se Marieme dovesse morire improvvisamente, dicono i medici, anche per Ndeye sarebbe troppo tardi. Il padre delle bambine le descrive come “il ghiaccio e il fuoco”. “Ndeye è vivace, le piacciono le attenzioni. Marieme è una personalità più quieta, calma e premurosa. Ndeye è fuoco e Marieme è ghiaccio ", ha detto Ibrahima Ndiaye alla stampa inglese. E, come riporta il Guardian, ha aggiunto: “Ho messo tutto in stand-by. Ho messo tutta la mia energia nel prendermi cura delle ragazze e nel renderle felici. So che ci sarà un momento in cui dovranno andare. Ma ora loro stanno combattendo e mi stanno dando una ragione per vivere. Sono la mia ispirazione. Non le lascerò mai camminare da sole. Devo sapere che ho dato loro tutto quello che potevo”. Poi il padre delle gemelle ha concluso: “Sono un uomo fortunato a far parte di questo viaggio. Noi siamo ancora in viaggio. Non so quando finirà”.

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