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Sri Lanka, Papa Francesco: “Vicino alle vittime di una violenza crudele"

3' di lettura

Il Pontefice ha celebrato la tradizionale messa di Pasqua a piazza San Pietro, dedicando il proprio messaggio “Urbi et Orbi” ai Paesi che soffrono a causa di conflitti e guerre. Bergoglio ha poi rivolto un pensiero alle vittime e ai feriti degli attentati in Sri Lanka

“Desidero manifestare la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, colpita mentre era raccolta in preghiera, e a tutte le vittime di così crudele violenza”. Nel suo messaggio di Pasqua, Papa Francesco rivolge un pensiero a quanto accaduto in mattinata nello Sri Lanka, dove una serie di esplosioni hanno causato la morte e il ferimento di diverse centinaia di persone (GLI AGGIORNAMENTILE FOTO). "Ho appreso con tristezza e dolore la notizia dei gravi attentati che, proprio oggi, giorno di Pasqua, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese e altri luoghi di ritrovo dello Sri Lanka”, ha detto Bergoglio, a conclusione del suo messaggio “Urbi et Orbi”, pronunciato oggi a Piazza San Pietro di fronte a 70mila fedeli (VIDEO).

L’appello per Siria, Libia e Yemen

Oltre allo Sri Lanka, il Papa ha voluto lanciare un appello affinché cessino le guerre in Siria, Yemen e Libia: “Dio sia speranza per l'amato popolo siriano, vittima di un perdurante conflitto che rischia di trovarci sempre più rassegnati e perfino indifferenti”. “Un particolare pensiero rivolgo alla popolazione dello Yemen, specialmente ai bambini, stremati dalla fame e dalla guerra”, ha poi aggiunto il Pontefice. E "le armi cessino di insanguinare la Libia", ha detto, auspicando che si scelga "il dialogo piuttosto che la sopraffazione".

Gli altri Paesi

Ma nel suo tradizionale messaggio di Pasqua, il pensiero del Papa latinoamericano va anche al Venezuela dove "tanta gente è priva delle condizioni minime per condurre una vita degna e sicura a causa di una crisi che perdura e si approfondisce". Nella geopolitica del messaggio del pontefice ci sono poi le crisi del continente africano (Burkina Faso, Mali, Niger, Nigeria e Camerun), le incertezze in Sudan e il difficile dialogo avviato tra le parti contrapposte in Sud Sudan proprio con il recente incontro in Vaticano. E ancora: il conflitto in Ucraina e le tensioni in Nicaragua.

“Ponti, non muri”

Ancora una volta, il Pontefice è tornato a chiedere che si costruiscano “ponti e non muri”: "Davanti alle tante sofferenze del nostro tempo, il Signore della vita non ci trovi freddi e indifferenti. Faccia di noi dei costruttori di ponti, non di muri. Egli, che ci dona la sua pace, faccia cessare il fragore delle armi, tanto nei contesti di guerra che nelle nostre città, e ispiri i leader delle Nazioni affinché si adoperino per porre fine alla corsa agli armamenti e alla preoccupante diffusione delle armi, specie nei Paesi economicamente più avanzati".

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