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Libia, Trump parla con Haftar: "Serve pace e stabilità"

Serraj all'ONU: libici scoraggiati da vostro silenzio

3' di lettura

Colloquio telefonico tra il tycoon e il generale: "I due hanno una visione comune per una transizione verso la democrazia", fa sapere la Casa Bianca. Le vittime degli scontri sono almeno 240, 75 dei quali bambini. Moavero: "Con la Francia per il cessate il fuoco"

Il presidente statunitense Donald Trump ha avuto un colloquio telefonico con il generale libico Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica che sta conducendo una campagna militare contro il premier Fayez al Serraj (UN PAESE SPACCATO IN DUE). Al centro della telefonata una discussione sugli sforzi antiterrorismo in corso e la ''necessità di raggiungere la pace e la stabilità''. Ad affermarlo è la Casa Bianca: ''Il presidente ha riconosciuto il significativo ruolo di Haftar nel combattere il terrorismo e i due hanno discusso una visione comune per la transizione della Libia verso un sistema politico stabile e democratico''. Sempre sul fronte della comunità internazionale, il ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero Milanesi fa sapere dopo un incontro con il collega francese Jean-Yves Le Drian: "La nostra posizione assolutamente comune è che si debba arrivare nei tempi più rapidi a un cessate il fuoco. A quello deve seguire una tregua umanitaria e poi tornare al tavolo che non può essere che quello delle Nazioni Unite", aggiunge.

Bilancio delle vittime arrivato a 240, tra cui 75 bambini

Nel Paese nordafricano, intanto, continua a salire di giorno in giorno il bilancio delle vittime a causa degli scontri: a oggi si registrano 240 morti, tra i quali 75 bambini, 42 donne decedute a seguito degli stupri subiti. Tra le vittime ci sono anche 17 sanitari. Sono le cifre fornite da Foad Aodi, presidente dell'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e consigliere dell'Ordine dei medici di Roma, dall'inizio del conflitto in contatto costante con i medici libici nelle aree colpite. I feriti sono ad oggi 1.400, tra i quali 300 minorenni.

Allarme Unicef: 1.800 bambini a rischio, devono essere evacuati

Proprio sui minorenni, l’Unicef ha lanciato un allarme: circa 1.800 bambini hanno urgente bisogno di essere evacuati dalle zone in prima linea di combattimento in Libia, mentre altri 7.300 sono già stati sfollati dalle loro case a causa delle violenze. Nel complesso, sono circa 500.000 i bambini colpiti finora in tutta la parte occidentale del Paese. "Un numero crescente di bambini è a rischio imminente di ferite o morte a causa dell'escalation dei combattimenti, i peggiori degli ultimi anni, a Tripoli e dintorni", recita una nota. "Ricordiamo a tutte le parti in guerra in Libia l'obbligo di proteggere i bambini in ogni momento, nel pieno rispetto del diritto internazionale. Uccidere, ferire e reclutare i più piccoli, gli attacchi su strutture scolastiche, mediche e idriche sono tutte gravi violazioni dei diritti e devono cessare immediatamente”.

Data ultima modifica 19 aprile 2019 ore 17:24

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