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Nissan Motor ha revocato il mandato all'ex presidente Carlos Ghosn

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2' di lettura

L’ex presidente dell'alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, rilasciato su cauzione a marzo, è stato arrestato nuovamente il 4 aprile. Lo società lo aveva licenziato all'indomani del suo primo arresto, lo scorso novembre

Per la prima volta in quasi 20 anni, il nome di Carlos Ghosn verrà rimosso dal board della Nissan. La decisione è stata presa oggi durante il cda straordinario del costruttore auto nipponico. A sostituire l’ex presidente dell'alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi Motors sarà il presidente della casa transalpina, Jean-Dominique Senard.

Le accuse contro Ghosn

Ghosn è stato arrestato a metà novembre con l'accusa di aver sottostimato i propri compensi a partire dal 2010, per un importo superiore agli 80 milioni di dollari, oltre a una serie di illeciti finanziari, tra cui abuso di fiducia aggravata. All'indomani del suo arresto, l'ex tycoon era stato licenziato. Rilasciato su cauzione dopo 108 giorni di carcere, l'ex dirigente è stato arrestato nuovamente giovedì scorso, con nuove imputazioni che riguardano trasferimenti fittizi di fondi societari in una succursale in Oman, di cui avrebbe beneficiato attraverso società prestanome.

Dai successi in Nissan agli arresti

Ad oggi, Ghosn contesta tutte le accuse che gli sono state rivolte dal pubblico ministero, affermando di essere vittima di un complotto all'interno della casa auto nipponica. Arrivato in Giappone nel 1999, dopo l'accordo di partnership tra Nissan e Renault, Ghosn è considerato il salvatore della casa auto nipponica dalla quasi certa bancarotta grazie a un piano di riduzione dei costi considerato temerario per gli standard giapponesi. È diventato presidente di Nissan nel 2000 e ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato tra il 2001 e il 2017. Sotto la sua guida l'alleanza dei tre costruttori è diventata la seconda a livello mondiale dopo la Volkswagen. La Renault controlla il 43,4% di Nissan, mentre quest'ultima possiede il 15% dell'azienda d'Oltralpe, ma senza diritti di voto: una condizione considerata sfavorevole dalla Nissan che oggi - a differenza del passato - genera gran parte dei ricavi dei gruppo.

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