Isole Cook verso il cambio del nome: al vaglio 60 opzioni

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Una commissione sta valutando 60 ipotesi per la nuova denominazione, per definire quelle che poi saranno sottoposte a un referendum popolare. Lo scopo è trovare una soluzione che rifletta "la vera natura polinesiana"

Le Isole Cook stanno pensando di cambiare il proprio nome. Quello attuale risale infatti all'epoca coloniale, e all'interno dell'arcipelago è perciò nata l'esigenza di sceglierne uno che rispecchi maggiormente la vera anima polinesiana degli indigeni che vi abitano.

Come verrà deciso il nuovo nome

Attualmente ci sono 60 opzioni al vaglio per la nuova denominazione che, dopo una prima scrematura, entro aprile verranno ridotte a una rosa ristretta che possa essere sottoposta a un referendum popolare. Il nuovo nome delle Isole Cook "deve portare con sé la nostra fede cristiana e la nostra eredità Maori e deve infondere un senso di orgoglio nella nostra gente e unire il nostro popolo", ha detto il presidente della commissione che si sta occupando della questione, Danny Mataroa. Deve anche essere facile da pronunciare: in questo senso, uno dei nomi più gettonati è "Cook Islands Maori".

L'origine del nome delle Isole Cook

Le Isole Cook hanno mutuato il loro nome attuale dall'esploratore britannico James Cook, che le avvistò e visitò tra il 1773 e il 1777. Divennero un protettorato inglese nel 1888. Al momento sulle 15 isole che costituiscono l'arcipelago, che si trova nel Sud Pacifico, vivono 17mila persone.

I precedenti

L'ipotesi di un cambio di nome delle Isole Cook non è una novità. Un primo tentativo era già stato fatto negli anni Novanta, ma un referendum aveva respinto l'ipotesi. Secondo Mataroa, ora tutti i 12 capi delle isole sono persuasi della necessità di un cambiamento e stanno partecipando al processo decisionale. Le Cook potrebbero anche optare per un nome in doppia lingua, come accade per la Nuova Zelanda con cui hanno un accordo di libera associazione e dove vivono la maggior parte degli isolani. Tuttavia, grazie agli introiti turistici in crescita, molti abitanti stanno tornando a casa per investire nel futuro dell'arcipelago.

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