Algeria, proteste contro la ricandidatura di Bouteflika: un morto e decine di feriti

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Secondo i media, 56 poliziotti e 7 manifestanti sono stati feriti ad Algeri durante la marcia contro la corsa del presidente per un quinto mandato. La vittima è Hocine Benkhedda, figlio del presidente del governo in esilio del Fronte di liberazione nazionale

Un morto, decine di feriti e 45 arresti. È questo il bilancio degli scontri avvenuti ieri ad Algeri durante le nuove manifestazioni contro la candidatura del presidente Abdelaziz Bouteflika a un quinto mandato. La vittima, riporta la stampa locale che cita i genitori del ragazzo, è Hocine Benkhedda, figlio di Benyoucef Benkhedda, uno dei leader della rivoluzione anti-coloniale, presidente del governo in esilio del Fronte di liberazione nazionale. Il giovane, afferma la famiglia, è morto a causa delle ferite riportate dopo una "violenta carica della polizia".

“Chiediamo uno Stato democratico”

Secondo i media, 56 poliziotti e 7 manifestanti sono rimasti feriti negli incidenti avvenuti vicino alla presidenza della Repubblica, nel quartiere di Mouradia. Migliaia di persone si sono riversate nelle strade nella capitale e in altre città, tra cui Orano e Sétif, e anche alcune personalità politiche si sono unite agli appelli alle proteste. A sostenere la marcia nella capitale, tra gli altri, l'ex premier algerino candidato alle presidenziali del 2004 e del 2014 Ali Benflis: "Chiediamo uno Stato democratico, basato sulla sovranità popolare. Oggi, il popolo algerino nel suo complesso dirà no alla versione ufficiale, no alle minacce, no alla repressione, sì alla sovranità del popolo, sì alla vera cittadinanza per tutti - ha dichiarato al sito tsa-algerie.com - La gente vuole la sua autodeterminazione. Come ha sconfitto il colonialismo, il popolo algerino dirà no ai governanti ingiusti e a colui che vuole governare il Paese senza la volontà degli algerini". Insieme a lui, dalla parte dei manifestanti, anche i tre candidati indipendenti Ghani Mahdi, Tahar Missoum e Rachid Nekkaz.

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