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Brexit, Macron e Merkel: "Più tempo a Londra se ce lo chiede, ma accordo non si cambia"

I titoli di Sky TG24 delle 18 del 27/2

2' di lettura

I leader di Francia e Germania: "La nostra unità di vedute è totale". Theresa May conferma che la Camera dei Comuni potrà votare su un "breve e limitato rinvio" dell'uscita dall'Ue, ma l'obiettivo resta il rispetto del termine già fissato del 29 marzo

L’intesa sulla Brexit è quella già raggiunta con l’Ue e non si farà marcia indietro. Ma se a Londra serve andare oltre la data già fissata del 29 marzo per l’uscita dall’Europa, Francia e Germania sono disponibili a dare più tempo. Il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel, con una dichiarazione congiunta dopo un incontro all’Eliseo, fanno sapere che "la nostra unità di vedute è totale. L'accordo di ritiro della Gran Bretagna dall'Unione europea non può essere rinegoziato”. (LE PAROLE CHIAVE DELLA BREXIT)

Macron: Londra ponga obiettivi chiari

"Se i britannici vogliono più tempo potremo esaminare una richiesta di estensione". Lo ha detto Emmanuel Macron, insistendo tuttavia sulla necessità di "obiettivi chiari" da parte di Londra. "Come ha detto Michel Barnier - ha continuato il presidente della Francia - non abbiamo bisogno di tempo ma di decisioni". Per lui è arrivato il tempo di fornire una "visione e un progetto chiaro" per l'avvenire delle relazioni tra l'Ue e la Gran Bretagna. Anche Merkel si è detta pronta a concedere maggior tempo se Londra ne facesse richiesta. Il punto fondamentale, ha insistito, è "un'uscita ordinata del Regno Unito dall'Ue. Deploriamo questa decisione ma ora è la realtà", ha concluso.

May: obiettivo resta uscita il 29 marzo

Le dichiarazioni di Macron e Merkel arrivano nel giorno in cui Theresa May, dopo l'incontro a Sharm El Sheikh con Juncker, ha confermato nel Question Time che la Camera dei Comuni potrà votare su un possibile "breve e limitato rinvio" della Brexit rispetto alla data prevista del 29 marzo, laddove la sua proposta di accordo di divorzio fosse di nuovo rigettata in Parlamento il 12 marzo prossimo. La premier Tory ha peraltro insistito che il suo obiettivo resta quello di far uscire il Regno Unito dall'Ue "nel rispetto della volontà popolare espressa nel referendum del 2016", aggiungendo di ritenere possibile ottenere la ratifica di Westminster entro il 29 marzo.

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