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San Valentino, ma non per tutti: ecco i Paesi dove non si festeggia

5' di lettura

In Brasile si chiama o dia dos namorados e si celebra a giugno, alla vigilia di Sant’Antonio. A Barcellona le coppie si scambiano doni nel giorno di Sant Jordi, mentre in alcune zone di Pakistan, India, Arabia e Malesia è addirittura proibito far festa il 14 febbraio

Il 14 febbraio, giorno di San Valentino, è tradizionalmente conosciuto come quello in cui si festeggia l’amore: sono milioni e milioni gli innamorati che in questa data si scambiano auguri, regali, messaggi più o meno romantici e fiori. E ciò avviene in tutto il mondo, o quasi. Perché nonostante San Valentino sia una festa antichissima e ormai più che sdoganata, ci sono alcuni Paesi in cui le coppie celebrano il proprio legame in date diverse, mentre in altri addirittura non si festeggia. (I CONSIGLI PER UNA PERFETTA CENA ROMANTICA)

"O dia dos namorados" in Brasile

Anche in Brasile il 14 febbraio è conosciuto come il giorno di San Valentino: anche qui gli innamorati si scambiano fiori, scatole di cioccolatini e messaggi romantici. Tuttavia, nella nazione che ha dato i natali a numerosi parolieri dell’amore, come Paulo Coelho nella letteratura o Tom Jobim nella musica, c’è un giorno specifico - che non è quello di San Valentino - in cui le coppie festeggiano: si tratta del 12 giugno, o día dos namorados, testualmente “Il giorno degli innamorati”. Il motivo per cui è stata scelta questa data è semplice: si tratta della vigilia del giorno di Sant’Antonio, o santo casamenteiro, ovvero il santo dei matrimoni secondo la tradizione popolare brasiliana. In realtà, dietro a questa ricorrenza, pare che ci siano motivazioni ben diverse e prettamente commerciali. Si tratta infatti di una data istituita nel 1948, dunque molto dopo rispetto al “normale” San Valentino. L’idea di stabilire questa nuova usanza fu del pubblicitario João Doria, padre dell’ex sindaco di San Paolo, João Doria Junior. L’uomo era il proprietario di un’agenzia che fu contattata da un negozio molto importante che aveva come obiettivo quello di migliorare le vendite nel mese di giugno. Ispirato dal successo che già da anni aveva riscosso la Festa della Mamma, o dia das mães, che in Brasile si festeggia la seconda domenica di maggio, Doria pensò al 12 giugno come giorno adatto agli innamorati: la vigilia di Sant’Antonio. Oggi nel Paese sudamericano o dia dos namorados è il terzo per vendite commerciali legate a una festa dopo il Natale e la Festa della Mamma.

Sant Jordi in Catalogna

Un altro posto dove il 14 febbraio è (quasi) un giorno qualunque è la Catalogna. Qui San Valentino è conosciuto ma poco festeggiato rispetto al resto della Spagna. Il motivo è semplice: gli innamorati catalani, specialmente quelli di Barcellona, sono soliti festeggiare il 23 aprile: la cosiddetta Diada de Sant Jordi, ovvero il giorno di San Giorgio, santo patrono della regione autonoma. Si tratta di una ricorrenza che deriva dall’unione di racconti popolari ed eventi storici ben precisi. In questa data, infatti, è tradizione che gli innamorati si scambino rose e libri: rose perché San Giorgio, secondo la versione catalana della leggenda, durante un combattimento contro un drago che insidiava una principessa infilzò la bestia con la sua spada e dal sangue caduto a terra nacque un rosaio che fioriva ogni mese di aprile. Per questa ragione, gli uomini sono soliti regalare rose alle proprie donne. Queste, invece, ricambiano con un libro: il 23 aprile è infatti anche il giorno mondiale del libro e del diritto d’autore perché corrisponde a quello in cui morirono Miguel de Cervantes e William Shakespeare, entrambi nel 1616. Ovviamente, il regalo del libro non è prerogativa delle donne nei confronti del proprio innamorato, anzi, sono sempre di più gli uomini che - oltre all’immancabile rosa - regalano una buona lettura alla propria amata. Inoltre, va ricordato che Sant Jordi in Catalogna non è esclusivamente la festa delle coppie: anche amici o genitori e figli si scambiano questi doni. Così, in questo giorno particolare, Barcellona si riempie di bancarelle con le ultime novità editoriali ma non solo: è possibile incontrare i grandi autori che firmano le copie delle loro pubblicazioni e sono migliaia i venditori di rose che accompagnano gli innamorati per las ramblas e le vie della città.

San Valentino proibito

Se in Brasile e in Catalogna San Valentino non è particolarmente festeggiato per via delle “alternative” trovate, lo stesso non si può dire di altri Paesi come India, Indonesia, Arabia Saudita, Malesia e Pakistan dove la celebrazione dell’amore tra le coppie è stata del tutto bandita per questioni culturali e religiose. Lo scorso anno, per esempio, l’Autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Pakistan ha inviato un documento a tutte le emittenti tv e radio ricordando il divieto di festeggiare la ricorrenza in tutto il Paese. Una decisione, quella di proibire la celebrazione di San Valentino, che era arrivata nel 2017 da un tribunale di Islamabad. Alla base, la convinzione - sostenuta anche dall’85% dei lettori di un giornale online pakistano - che si tratti di una festività prettamente occidentale e lontana dai dettami dell’Islam. Non sono diverse le motivazioni che hanno portato al bando della festa anche in Indonesia e in Arabia Saudita, nel 2012. Ancor prima, invece, il divieto in Malesia, quando già nel 2005 era stata condotta una campagna proibizionista. Proprio a Kuala Lumpur nel giorno di San Valentino del 2011 la polizia ha arrestato numerosi giovani musulmani “sorpresi” in un hotel mentre festeggiavano. Anche nella provincia di Belgorod, nella Russia occidentale, sono state vietate le celebrazioni in occasione di San Valentino già a partire dal 2011. In questo caso, però, nessun divieto religioso ma un provvedimento da parte delle autorità locali russe secondo le quali questa ricorrenza “mina l’integrità spirituale e i valori morali dei giovani”.

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