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Papa Francesco negli Emirati: è il primo pontefice che visita la Penisola araba

4' di lettura

Bergoglio arrivato ad Abu Dhabi. Visita "breve ma importante" nella culla dell'islam, dice. Aggiunge: "Scrivere insieme pagina di dialogo". Domani incontro interreligioso con 700 leader di varie religioni e grande imam di Al-Azhar. Martedì messa per comunità cattolica

Papa Francesco è arrivato ad Abu Dhabi. Con l'aereo atterrato nell'aeroporto presidenziale della capitale inizia il viaggio di tre giorni del Pontefice negli Emirati Arabi Uniti: è un evento storico perché Bergoglio è il primo Papa che visita la Penisola araba, culla dell’islam. Si tratta del 27esimo viaggio di Francesco durante il suo pontificato e porta a 41 i Paesi da lui visitati.

Il Papa: viaggio "breve ma importante"

Francesco è partito da Roma dopo la consueta recita dell'Angelus a mezzogiorno, in piazza San Pietro: "Per favore, accompagnatemi con la preghiera", ha chiesto ai fedeli, definendo il suo viaggio "breve ma importante". Poi, su Twitter, ha aggiunto: "Mi reco in quel Paese come fratello, per scrivere insieme una pagina di dialogo e percorrere insieme sentieri di pace. Pregate per me!". L’arrivo ad Abu Dhabi è avvenuto intorno alle 22 locali, le 19 in Italia. Sceso dall'aereo, il Papa è stato accolto in una saletta d'onore dal principe ereditario Bin Sayed ed è stato salutato anche dal grande imam di Al Azhar, Al-Tayyeb. Al termine della breve cerimonia, Francesco si è diretto con il grande imam con un pullmino verso la residenza per gli ospiti illustri degli Emirati, in cui soggiornerà in questi giorni. Le autorità del Paese arabo considerano la visita "storica" e la presentano come un segno della tolleranza degli Emirati Arabi Uniti, dove convivono oltre 200 nazionalità diverse e gli stranieri rappresentano la grande maggioranza degli abitanti.

L'incontro interreligioso sulla Fratellanza umana

Ad Abu Dhabi, capitale del Paese, dove il pontefice resterà fino a martedì, Papa Francesco parteciperà lunedì all'incontro interreligioso sulla Fratellanza umana, insieme ad altri 700 leader di varie religioni, con al fianco in particolare il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, la principale istituzione dell'islam sunnita in Medio Oriente. E proprio all'ex consiglier del grande Imam, Mohamed Mahmoud Abdel Salam, il pontefice ha concesso l'onorificenza di Commendatore dell'"Ordine Piano", per l'eccellente lavoro svolto dallo stesso nel dialogo interreligioso e nel rafforzamento delle relazioni tra Al-Azhar e la Chiesa Cattolica. Sempre nella giornata di lunedì, Bergoglio verrà anche ricevuto al palazzo presidenziale dal principe ereditario dell'emirato, Mohamed bin Zayed Al Nahyan. Mentre nel pomeriggio andrà alla Grande Moschea di Sheikh Zayed, dove a porte chiuse incontrerà i leader musulmani.

La grande messa per la comunità cattolica locale

Successivamente, il 5 febbraio, Papa Francesco incontrerà la comunità cattolica locale: dei quasi 9,5 milioni di abitanti negli Emirati Arabi Uniti (dati 2017), quasi un milione sono cattolici. La maggior parte vengono da Filippine e India, ma anche da altre minoranze cristiane di Paesi come il Libano e l'Egitto. L'incontro avverrà nella grande messa pubblica alla Zayed Sports City, la prima celebrata in pubblico e a questi livelli, con 135 mila fedeli previsti, in tutta la Penisola araba. I partecipanti saranno trasportati sul posto grazie a oltre 2.000 autobus messi a disposizione gratis e potranno godere di una giornata di riposo dal lavoro, come assicurato dal governo. 

I temi del viaggio: la pace e la creazione di un ponte con l'islam

In cima all’agenda del viaggio, c’è il tema della pace negli Emirati Arabi Uniti. Proprio nella stessa Penisola araba è in corso una guerra, quella nello Yemen, che vede tra le vittime molti bambini e su cui il Papa ha lanciato un appello anche prima di partire: "Faccio appello alle parti interessate e alla Comunità internazionale per favorire con urgenza il rispetto degli accordi, assicurare il cibo e lavorare per il bene della popolazione". Ma il viaggio punta anche a dare un forte impulso al rapporto con l'islam, in particolare quello più "dialogante". Sullo sfondo resta la questione dei diritti e la "sistematica repressione di ogni forma di dissenso e di critica" denunciata nei ricchissimi Emirati da Amnesty International, che chiede al Papa di "segnalare alle autorità emiratine i casi dei difensori dei diritti umani in carcere". 

Data ultima modifica 03 febbraio 2019 ore 19:10

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