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Uber e Cabify lasciano Barcellona, vittoria dei tassisti

La Sagrada Familia, Barcellona (foto di repertorio - Getty Images)
3' di lettura

A partire dal 1° febbraio le due società smetteranno di operare nella città catalana. Il regolamento approvato dalla Generalitat è considerato dalle due aziende troppo penalizzante per le loro attività

Uber e Cabify hanno deciso di abbondonare Barcellona. Le due società specializzate nel trasporto passeggeri non opereranno più nella città catalana a causa del nuovo regolamento approvato dalla Generalitat. Questo documento sancisce l'obbligo per gli utenti di contrattare le corse con noleggio di conducente con almeno 15 minuti di anticipo, cosa che le due aziende reputano svantaggiosa. Lo riporta El Pais.

Un danno all'interesse nazionale

Cabify ha dichiarato di avere più di un milione di utenti a Barcellona e ha specificato che il 98,5% delle sue auto vengono prenotate con meno di 15 minuti di preavviso. Secondo la società, le misure previste dal nuvo regolamento sono state pensate per danneggiare servizi alternativi ai taxi come quelli offerti da Cabify e da Uber. In una dichiarazione, Cabify ha scritto che il governo "ha ceduto alle pressioni e richieste del settore dei taxi, danneggiando seriamente l'interesse nazionale". Secondo l'azienda il decreto regionale approvato giovedì dalla Generalitat ha come "solo obiettivo" la "espulsione diretta" dell'applicazione Cabify e del suo mercato. Con questa decisione saranno distrutti i 3.000 posti di lavoro generati dal business delle licenze VTC, pari a quelle italiane indicate con la sigla NCC.

"A presto, Barcellona"

Ai suoi utenti di Barcellona, Uber ha mandato una dichiarazione intitolata "A presto, Barcellona". In questa nota si incolpa il governo catalano per la chiusura del servizio Uber X. "Quasi un anno fa siamo tornati a Barcellona con un impegno: fare le cose per bene. Da allora, più di mezzo milione di persone ci hanno scelto per spostarci in città, e migliaia di automobilisti hanno trovato in Uber un modo per guadagnarsi da vivere", inizia la dichiarazione di Uber. "Abbiamo bisogno di una regolamentazione equa, nel caso della Catalogna, di un regolamento che tenga conto delle migliaia di automobilisti e utenti del VTC (vettura con noleggio del conducente), che oggi vedono scomparire il loro sostentamento e la libertà di scegliere come muoversi nella loro città", aggiunge l'azienda. Sul preavviso di 15 minuti minimi: questo obbligo "non esiste in Europa ed è totalmente incompatibile con l'immediatezza dei servizi on-demand, come UberX".

La vittoria dei tassisti

Il nuovo regolamento approvato dalla Generalitat è il risultato delle forti pressioni fatte sul governo dai tassisti, che chiedono da mesi un controllo più serrato sui servizi di car sharing. In tutta la Spagna i conducenti di taxi hanno bloccato le strade delle principali città per chiedere condizioni più eque. Il portavoce di Elite Taxi a Barcellona, ​​Alberto Tito Álvarez, ha detto: "Questa è una vittoria per la gente che lavora e lavora contro le multinazionali schiaviste, non solo per il taxi", definendo Uber e Cabify gli ideatori di un "sistema aziendale fraudolento". Da parte loro, i conducenti di VTC, danneggiati dal provvedimento, hanno già annunciato che depositeranno richieste di risarcimento patrimoniale contro la Generalitat, alla quale intendono chiedere più di 1.100 milioni di euro.

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