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Papa Francesco a Panama: “Assurdo identificare i migranti come male sociale”

Il Papa a Panama (Ansa)
3' di lettura

Il Pontefice è nel Paese centro-americano per la via crucis della Giornata mondiale della gioventù. Davanti a 400mila persone ha lanciato un monito sugli “abusi e l’indifferenza contro i Cristi di oggi”. Parole in difesa delle donne maltrattate e contro il bullismo

Papa Francesco è a Panama per la via crucis con i giovani della Giornata Mondiale della Gioventù. A Campo Santa Maria La Antigua, davanti a 400mila persone, ha tenuto un’omelia in cui ha elencato i mali di oggi: dagli abusi sui giovani commessi anche da "persone che dicono di servire" il Signore al maltrattamento delle donne, dalla "indifferenza soddisfatta e anestetizzante della nostra società che consuma e si consuma" alla "cultura del bullismo, delle molestie e dell’intimidazione”. Il Pontefice ha parlato dei “Cristi” dei nostri giorni, sottolineando che occorre smettere di generalizzare "con la più assurda e irresponsabile condanna di identificare ogni migrante come portatore di male sociale".

Le parole in difesa dei migranti e contro gli abusi

Bergoglio ha detto ai giovani: “Vogliamo essere Chiesa che favorisce una cultura capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare; che non stigmatizza”. Il Papa ha fatto quindi riferimento alla piaga degli abusi e della pedofilia: le sofferenze della via crucis di Cristo proseguono oggi "nell'angoscia di giovani volti, nostri amici, che cadono nelle reti di gente senza scrupoli - tra di loro si trovano anche persone che dicono di servirti, Signore -, reti di sfruttamento, di criminalità e di abuso, che mangiano sulla vita dei giovani".

Papa: indigna società che rifiuta di aiutare chi soffre

La via crucis oggi "si prolunga nel dolore occulto e che fa indignare di quanti, invece di solidarietà, da parte di una società piena di abbondanza, trovano rifiuto, dolore e miseria, e per di più vengono indicati e trattati come portatori e responsabili di ogni male sociale”, ha detto il Papa. “La società ha perso la capacità di piangere e di commuoversi di fronte al dolore”. Dio "cammina e soffre in tanti volti che soffrono per l'indifferenza soddisfatta e anestetizzante della nostra società che consuma e si consuma, che ignora e si ignora nel dolore dei suoi fratelli". "È stato difficile riconoscerti nel fratello che soffre: abbiamo distolto lo sguardo, per non vedere; ci siamo rifugiati nel rumore, per non sentire; ci siamo tappati la bocca, per non gridare”.

“Troppo facile cadere nella cultura bullismo e molestie”

Papa Francesco ha parlato anche di altri mali che affliggono i giovani: non solo la droga, la mancanza di lavoro, il bullismo (“Com'è facile cadere nella cultura del bullismo, delle molestie e dell’intimidazione!”) ma anche quella perdita di speranza e entusiasmo, la perdita di quella "capacità di sognare, di creare e inventare il domani e 'vanno in pensione' con la pena della rassegnazione e del conformismo, una delle droghe più consumate nel nostro tempo". Tra le sofferenze attuali il Papa cita anche i bambini abortiti e le donne maltrattate. Infine, un tema particolarmente sentito a Panama, un passaggio su chi sfrutta e ferisce la terra e chi non rispetta i "popoli nativi, spogliati delle loro terre, di radici e cultura, facendo tacere e spegnendo tutta la sapienza che possono offrire".

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