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Molestie sessuali, azionisti fanno causa a Google: il board ha coperto i responsabili

3' di lettura

Secondo alcuni azionisti, l'azienda avrebbe assegnato buonuscite milionarie per coprire i casi di molestie e di discriminazioni. Coinvolto anche Andy Rubin, creatore di Android. Avrebbe ricevuto una liquidazione da 90 milioni dopo le accuse di una dipendente

Alcuni azionisti hanno fatto causa alla casa madre di Google, Alphabet, per aver coperto i casi di molestie sessuali perpetrati da due ex manager, e aver garantito loro una buonuscita milionaria. Gli azionisti, in due cause depositate presso tribunali americani questa settimana, chiedono che il Cda risponda economicamente dei danni causati dalla presunta violazione dei suoi doveri fiduciari. I manager in questione sono il papà di Android, Andy Rubin, a capo della divisione mobile di Google fino al 2014, e Amit Singhal, a capo dell'unità di ricerca fino al 2016. Sia Rubin che Singhal, nei mesi scorsi, hanno respinto le accuse. Nel ricorso si sostiene che i fondatori del motore di ricerca, Larry Page e Sergey Brin, insieme a tutto il resto del board, abbiano partecipano "a uno schema andato avanti per anni per coprire molestie sessuali e discriminazioni ad Alphabet". Inoltre un'altra causa, presentata il 9 gennaio per conto della Northern California Pipe trades pension plan, riporta accuse simili.

Andy Rubin, buonuscita milionaria dopo le accuse di una dipendente

Il caso era esploso mediaticamente nell'ottobre scorso, quando il New York Times, per primo, aveva rivelato che la liquidazione da 90 milioni di dollari al papà di Android, Andy Rubin, nel 2014, era legata alle accuse di una dipendente. La donna aveva detto di essere stata costretta da Rubin a fare del sesso orale. E la ricostruzione dell'accaduto era stata definita credibile. La notizia aveva sollevato un'ondata di proteste all'interno della società, con 20mila dipendenti che avevano deciso di manifestare. Dopo le rivelazioni del quotidiano americano, il Ceo di Google, Sundar Pichai, aveva inviato una lettera ai dipendenti informandoli di aver licenziato 48 dipendenti, tra cui 13 dirigenti, per presunte molestie sessuali e aveva promesso "una linea sempre più dura" sui comportamenti inappropriati.

Le accuse a Google

Si tratta delle prime azioni legali contro Google per il caso di Rubin. Gli azionisti accusano la società di non aver fatto il suo dovere comprendo l'accaduto: "Brin, Page e il resto del board di Alphabet non hanno solo evitato di rendere note le molestie sessuali di Rubin e il fatto di averle trovate credibili, ma hanno organizzato per Rubin un party di addio da eroe pagandolo 90 milioni", si legge nel ricorso. "Con questa deprecabile condotta, Alphabet ha violato il dovere fiduciario di buona fede e lealtà e ha violato le policy della compagnia che impongono di agire in modo efficace ed etico". Nelle cause si chiede un risarcimento danni non specificato, la restituzione delle buonuscite e anche un cambio di passo di Google, nella governance e nella supervisione, in modo da rispondere meglio ad eventuali futuri problemi di condotta sul posto di lavoro.

Data ultima modifica 11 gennaio 2019 ore 13:14

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