Attentato Strasburgo, rientrata in Italia salma di Megalizzi. Incriminata terza persona

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La bara del giornalista è arrivata a Ciampino, accolta da Mattarella. Prima del trasferimento a Trento per i funerali, la Procura ha disposto un nuovo esame. In Francia arrestato un 37enne, parente di Cheriff Chekatt: avrebbe fornito il revolver per compiere la strage

È arrivata a Roma la salma di Antonio Megalizzi, il giornalista di 28 anni ucciso martedì scorso assieme ad altre quattro persone nell'attentato di Strasburgo (FOTO - TESTIMONIANZE). Il feretro, avvolto dal tricolore, è atterrato all'aeroporto di Ciampino su un volo di Stato poco prima delle 16. A bordo il padre di Antonio, Domenico, e la fidanzata Luana Moresco. Ad accogliere la bara, in rappresentanza dello Stato italiano, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dei Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro. La mamma del giornalista, Anna Maria, e la sorella Federica sono rimaste a Trento dove giovedì si terranno i funerali. Prima delle esequie, sul corpo del nostro connazionale sarà effettuato un nuovo esame strumentale: si tratta di una tac total body disposta dalla Procura di Roma che ha aperto un'indagine in cui si ipotizza il reato di strage con finalità di terrorismo. 

Giovedì i funerali

Intanto, sul sito dell'Università di Trento è stata aperta una sezione dove le persone che studiano e lavorano nell'ateneo possono pubblicare messaggi e pensieri in memoria del giornalista. "Con le nostre parole potremo contribuire a tenere viva la sua memoria", ha detto il rettore Paolo Collini. A Megalizzi, studente della Scuola di Studi internazionali, sarà inoltre dedicato il concerto di Natale della Corale polifonica e dell'Orchestra UniTrento, in programma giovedì 20 dicembre, alle 21, nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Proprio oggi, invece, l'Ordine dei Giornalisti ha rilasciato un tesserino in memoria di Antonio con la data dell'11 dicembre, il giorno dell'attentato.

Incriminata una terza persona

E continuano le indagini sull'attacco in Francia. Una terza persona è stata incriminata per la strage, si tratta di un 37enne fermato giovedì scorso, parente dell'attentatore Cheriff Chekatt (ucciso qualche giorno fa in un blitz della polizia). Secondo gli inquirenti, avrebbe fornito al killer il revolver per compiere l'attentato: una pistola calibro 8 messa in servizio nell'esercito francese nel 1892. Il 37enne è stato incriminato per “cospirazione criminale” e “acquisizione, possesso e trasferimento di armi di categoria B da almeno due persone in relazione a un'impresa terroristica”. 

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