Francia, da febbraio aumento dello stipendio minimo di 100 euro netti

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Lo ha promesso in un’intervista al quotidiano "Les Echos" il primo ministro Edouard Philippe. È una delle risposte del governo alle proteste dei "gilet gialli", che da settimane scuotono le piazze del Paese

I lavoratori francesi con basso reddito, dal prossimo 5 febbraio, troveranno 100 euro netti in più in busta paga. L’innalzamento della quota dei salari minimi, che fa parte delle promesse avanzate dal presidente Emmanuel Macron per far fronte alle richieste dei "gilet gialli", è stato confermato dal primo ministro, Edouard Philippe, in un’intervista al quotidiano "Les Echos". I cento euro in più, ha spiegato Philippe, non verranno erogati attraverso un aumento diretto del salario minimo ma con un "innalzamento massiccio" delle cosiddette "primes d'activité", i bonus d’attività già esistenti e destinati ai nuclei famigliari più in difficoltà. Nello specifico la paltea di famiglie che potrà accedere alla misura, che punta a far crescere il potere d'acquisto dei lavoratori con basso reddito, passerà "da 3,8 milioni a 5 milioni".

Il governo non aveva ascoltato abbastanza i francesi

Nell’intervista il primo ministro della Francia, tornando sulle proteste delle scorse settimane dei "gilet gialli", ha ammesso che il governo "non aveva ascoltato abbastanza i francesi" e che è doveroso introdurre una misura di questo tipo. L’aumento, però, ha sottolineato il premier, non riguarderà tutti i dipendenti posti sotto al regime del salario minimo, perché la "prime d'activité" tiene conto dei redditi complessivi. Chi invece potrà usufruirne vedrà lievitare il proprio stipendio già dal prossimo 5 febbraio, quando il bonus d’attività arricchirà la busta paga relativa al mese di gennaio. Ad esempio, ha dichiarato Philippe nell’intervista, un lavoratore single senza figli avrà 100 euro in più fino a 1.560 euro al netto delle entrate, mentre una madre single con un figlio potrà percepire un premio fino a 2.000 euro. Come fare a realizzare questa promessa entro il primo gennaio, però, è ancora un rebus per tutti. Anche per il presidente dell'Assemblée Nationale, Richard Ferrand, che in un’intervista al "Journal du Dimanche", il 16 dicembre, ha dichiarato che la misura "è ancora da studiare". Ciononostante, ha promesso Ferrand, "l'impegno del presidente sarà mantenuto, il Parlamento ne sarà garante, non faremo sciocchezze".

Concertazione nazionale, domani riunione all'Eliseo

Intanto per il 18 dicembre, sono convocati all’Eliseo ministri ed attori economici: l'incontro con il presidente francese dovrebbe servire a organizzare l'attesa grande concertazione, che prenderà il via quanto prima per concludersi il primo marzo. Per partecipare all’incontro, Macron ha cancellato una sua visita a Biarritz per il lancio della presidenza francese del G7, dimostrando che la crisi dei "gilet gialli" è al primo posto nelle priorità presidenziali. Punti fermi della grande concertazione, alla quale parteciperanno direttamente anche dei sindaci, saranno quattro grandi tematiche: transizione ambientale, fiscalità, organizzazione dello Stato, democrazia e cittadinanza. A tal proposito Philippe si è detto "favorevole" al principio di un referendum di iniziativa cittadina, una delle principali rivendicazioni del movimento spontaneo di protesta che sta attraversando la Francia.

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