Francia, chi sono i “gilet gialli” che protestano contro il governo

3' di lettura

Il movimento è nato sui social network e poi ha organizzato manifestazioni in strada. Al centro delle proteste ci sono l’aumento dei prezzi del carburante e un risentimento verso le politiche governative

Un movimento spontaneo di protesta, nato dal basso e arrivato nelle strade di centinaia di città francesi. È quello dei “gilet gialli”, cittadini in rivolta contro l’aumento dei prezzi del carburante che hanno scelto come simbolo il giubbino indossato all’esterno delle auto in caso di incidenti. Il messaggio è chiaro: questi cittadini rivendicano visibilità e lamentano di non essere abbastanza considerati dalle politiche governative. In particolare, si tratta della Francia rurale, delle campagne, che si sente abbandonata dallo Stato, si legge su Le Monde.

La nascita della protesta

L’iniziativa è nata sui social network dove una signora fino a poco tempo fa sconosciuta, Jacline Mouraud, ha postato un video che ha totalizzato sei milioni di visualizzazioni. Nel video Jacline chiede a Emmanuel Macron “quando il governo la smetterà di accanirsi contro gli automobilisti”, facendo riferimento all’aumento delle accise sulla benzina. Mouraud, che vive in un paesino della Bretagna e utilizza la sua auto diesel per spostarsi ogni giorno, ha poi lanciato una provocazione che contrappone i ricchi cittadini ai francesi che abitano nelle campagne. “Voi potenti che siete nelle città la fate facile, tanto siamo sempre noi a pagare”, dice. A risponderle ci ha pensato Emmanuelle Wargon, sottosegretaria ai Trasporti, con un video su Twitter. “Non c’è nessun complotto del governo contro le auto!”, ha scritto nel post.

Le critiche al governo

Nel Paese, a partire dal primo gennaio prossimo, le tasse sul gasolio dovrebbero aumentare di 6,5 centesimi al litro e quelle della benzina di 2,9 centesimi. Aumenti che manterranno comunque la Francia tra i Paesi Ue con i prezzi più bassi. Ma a questo fatto si aggiungono critiche ulteriori da parte degli automobilisti, come la diminuzione della velocità a 80 chilometri orari sulle strade statali, l’incremento dei controlli e dei pedaggi, l’inasprimento dei requisiti per i collaudi. Inoltre, la protesta partita dai social si è allargata a una più generale critica al governo per il costo della vita e il calo del potere d’acquisto. I cittadini che vi aderiscono sono scesi in piazza per manifestare il proprio risentimento che va al di là delle accise sulla benzina.

Le manifestazioni

Dai social la protesta è passata alla strada il 17 novembre 2018, quando il movimento si è dato appuntamento per le manifestazioni in circa 600 città francesi. A sostenere la protesta anche Marine Le Pen e Jean-Luc Mélenchon, leader della destra e della sinistra francese. La mobilitazione è iniziata con un evento tragico, quando una donna è stata uccisa da un’auto che ha forzato un blocco stradale in Savoia, nel sud del Paese.

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