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Monito di Trump al Messico: "Rimpatriate tutti i migranti"

I titoli di SkyTg24 delle 17 del 26/11

3' di lettura

"Fatelo con gli aerei, con i bus o come volete, ma quelle persone non entreranno mai negli Stati Uniti" twitta il presidente. E aggiunge: "Se necessario, chiuderemo definitivamente il confine"

Donald Trump lancia un monito al Messico: rispedisca a casa i migranti al confine con gli Usa. "Dovrebbero rimpatriare nei loro Paesi quei migranti che sventolano le bandiere - scrive su Twitter - molti dei quali sono spietati criminali. Lo facciano con gli aerei, con i bus o come vogliono, ma quelle persine non entreranno mai negli Stati Uniti". Va in scena l'ultimo capitolo dell'offensiva anti-immigrazione a firma del presidente Usa. "Se necessario chiuderemo permanentemente il confine col Messico". La minaccia arriva nel giorno che segue l’alta tensione al confine fra Messico e Stati Uniti, con alcune centinaia di migranti che hanno tentato di forzare l'ingresso negli Usa e con le autorità americane che hanno chiuso il confine fra Tijuana e San Diego, per poi riaprilo dopo alcune ore.

Messico: "Saranno rimpatriati"

Appello ricevuto dal ministro dell'Interno messicano, Alfonso Navarrete, che ha annunciato che i migranti che hanno cercato di entrare illegalmente negli Stati saranno rimpatriati. "Una volta identificati - ha aggiunto - i responsabili del tentativo di ingresso in territorio statunitense saranno presi in consegna dall'Istituto nazionale delle migrazioni (Inm) e rimpatriati". Da parte sua l'Inm ha indicato di aver potuto contenere i quasi 500 centroamericani che hanno cercato di attraversare il confine grazie alla collaborazione delle autorità della Baja California. "Nonostante la complessità del problema - ha inoltre reso noto il ministero dell'Interno messicano - e coerentemente con la politica interna di rispetto dei diritti umani e della non criminalizzazione del fenomeno migratorio, il Messico non dispiegherà forze militari al confine".

Più di 8mila i migranti della Carovana

A ieri, il numero delle persone che compongono la cosiddetta Carovana dei migranti è di 8.247 (FOTO). Di queste, 7.417 si trovano in Baja California, ospitate in accampamenti fra Mexicali e Tijuana. Di fronte a questa emergenza il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, che si insedierà ufficialmente al potere l'1 dicembre prossimo, ha riunito il suo futuro governo. Per il momento non ci sono informazioni sulle decisioni adottate, ma la futura ministra dell'Interno, Olga Sánchez Cordero, ha negato, come scritto dal Washington Post, che esista un accordo con gli Usa perché il Messico svolga il ruolo di "terzo Paese sicuro" in attesa che le autorità nordamericane definiscano se accettare o meno le richieste di asilo dei migranti centroamericani.

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