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Tensione tra Kiev e Mosca nel mar Nero: sequestrate tre navi ucraine

4' di lettura

Secondo la Russia le imbarcazioni non avevano le dovute autorizzazioni. L’Ucraina accusa i russi di aver speronato una sua barca e di aver aperto il fuoco. Il parlamento ucraino ha dato il via libera alla legge marziale. Mosca: "Garantire diplomatici o conseguenze"

Alta tensione, degenerata in scontro fisico, tra Ucraina e Russia nel mar Nero, al largo della Crimea. Mosca nella notte ha chiuso per diverse ore lo Stretto di Kerch, che divide la penisola contesa dal territorio continentale della Federazione russa e rappresenta l’unico collegamento marittimo con il mare di Azov, dopo un’incursione della Marina ucraina definita “una provocazione”: un rimorchiatore, che trainava due mezzi militari, diretti dal Mar Nero verso lo Stretto, ha attraversato senza autorizzazione acque russe. Kiev ha da parte sua accusato la Russia di aver deliberatamente speronato il rimorchiatore e di aver aperto il fuoco, ferendo gravemente due marinai e sequestrando successivamente le tre navi della flotta ucraina.

Mosca: "Kiev garantisca sicurezza diplomatici"

Mosca ha confermato il sequestro delle tre navi e ha annunciato che questa mattina ha riaperto il traffico marino, benché solo quello civile, nello Stretto. Ha quindi convocato l'incaricato d'affari ucraino ad interim presso il ministero degli Esteri. Lo ha fatto sapere la portavoce del ministero, Maria Zakharova. "Chiediamo a Kiev di garantire immediatamente la sicurezza della nostra missione diplomatica per evitare gravi conseguenze", ha detto. L'incidente è "una provocazione molto pericolosa da parte di Kiev, che richiede un'attenzione particolare e un'indagine speciale", ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.

La dinamica dello scontro

Kiev invece ha dato una versione diversa dell'episodio: "Imbarcazioni della guardia costiera russa hanno compiuto azioni apertamente ostili contro le navi della Marina ucraina", ha fatto sapere l'Ucraina, aggiungendo che Mosca era stata informata in anticipo del passaggio e che lo speronamento ha danneggiato il rimorchiatore. Il servizio d'intelligence russo, l'Fsb, invece, ha accusato gli ucraini di aver violato le acque territoriali di Mosca in una "provocazione" contro la Russia. "Il loro fine è chiaro: vogliono creare una occasione di scontro nella regione". E non ha fatto menzione di speronamenti. Secondo gli ucraini, i russi si sono spinti ancora oltre nella contesa in mare. 

Scontri a Kiev, via libera Parlamento alla legge marziale

A Kiev è scattato subito l'allarme, e il presidente Petro Poroshenko ha convocato una riunione d'emergenza con i più altri gradi militari. Il governo si è riunito in piena notte per chiedere al Parlamento di dichiarare la legge marziale anche se, ha precisato Poroshenko, non significa "una dichiarazione di guerra". E, a poche ore di distanza, è arrivato il via libera, con la legge marziale in vigore per 30 giorni. Il governo avrà il potere di limitare le manifestazioni pubbliche e il diritto di sciopero, e potrà regolare l'attività dei media in base alle necessità di guerra e quindi limitare il diritto di opinione e di parola. "L'Ucraina non ha in programma di fare la guerra a nessuno", ha assicurato il presidente, che ha definito gli atti di Mosca "non provocati e folli".

L'importanza dello stretto di Kerch

L'atmosfera resta incandescente, anche perché la Russia durante la notte ha bloccato lo stretto di Kerch (poi riaperto al traffico civile), unico passaggio di mare fra Mar Nero e Mare d'Azov, dove è stato di recente completato il ponte, un potente simbolo che accompagna l'annessione russa della Crimea, contro la quale l'Ue e gli Stati Uniti hanno attivato diverse ondate di sanzioni contro Mosca. L'Ucraina, però, ha ancora delle cittadine che si affacciano sul Mare d'Azov, come Mariupol. Proteste e scontri sono scoppiati durante la notte a Kiev, con centinaia di manifestanti - rilevano i media internazionali, fra cui Bbc – che si sono riuniti sotto l'ambasciata russa e hanno dato fuoco ad auto, fra cui un veicolo diplomatico.

Data ultima modifica 26 novembre 2018 ore 21:00

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