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Omicidio Khashoggi, Trump: entro due giorni rapporto definitivo, diremo anche chi è stato

Jamal Khashoggi (Archivio Getty)
3' di lettura

Il presidente Usa annuncia che l'amministrazione presenterà a breve un report sul delitto del giornalista dissidente saudita. Secondo il tycoon, conclusioni della Cia sono "premature". E aggiunge di non aver voluto ascoltare audio dell'uccisione perché troppo "violento"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che l'amministrazione statunitense presenterà entro due giorni un rapporto completo sull’uccisione del giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi (LE TAPPE DEL CASO). Ci sarà scritto anche "chi lo ha commesso", ha detto il tycoon, che ha giudicato le conclusioni della Cia “premature”. L’agenzia di intelligence Usa ha indicato ieri che il mandante dell'omicidio, avvenuto al consolato di Riad a Istanbul, sarebbe il principe Mohamed bin Salman (COSA HA DETTO LA CIA). Ma per il dipartimento di Stato le indagini sarebbero state “inaccurate".

Trump: "Non ho voluto ascoltare audio uccisione"

Il presidente Trump, in un'intervista a Fox News, ha parlato anche dell'audio dell'uccisione del giornalista fornita dalle autorità turche agli Usa e ad altri alleati occidentali. "Noi abbiamo la registrazione, non voglio ascoltarla... perché è una registrazione di sofferenza", ha detto. "Sono stato completamente informato (sull'audio, ndr). So esattamente ciò che è accaduto... è molto violento, molto brutale e orribile", ha aggiunto.

Ministro turco: corpo fatto a pezzi e fuori in valigia

Intanto, il ministro della difesa turco Hulusi Akar ha raccontato alla Cnn che i killer del giornalista potrebbero aver portato il suo corpo fatto a pezzi in una valigia fuori dalla Turchia. "Una probabilità è che abbiano lasciato il Paese tre-quattro ore dopo aver commesso l'omicidio. Potrebbero aver portato fuori il corpo smembrato di Khashoggi dentro una valigia senza avere problemi per la loro immunità diplomatica", ha detto. E si continua a discutere anche sul possibile coinvolgimento del principe ereditario saudita Mohamed bin Salman. Ieri il Washington Post ha rivelato le conclusioni a cui è arrivata la Cia: il mandante dell'omicidio è il principe. Altre fonti hanno osservato che, anche se è molto probabile che bin Salman sia coinvolto, non è ancora chiaro quale ruolo avrebbe svolto. Il dipartimento di Stato, da parte sua, ha detto che il governo americano è "determinato a chiedere conto a tutti i responsabili dell'uccisione di Khashoggi". Funzionari dell'Intelligence hanno tenuto costantemente informato il presidente, al quale ieri hanno telefonato lo stesso direttore della Cia Gina Haspel e il segretario di Stato Mike Pompeo. La portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders non ha fornito dettagli sul contenuto delle conversazioni, ma ha detto che il presidente ha fiducia nella Cia.

Divisioni all'interno dell'amministrazione Trump

Ma nell'amministrazione Trump potrebbero esserci divisioni sulla risposta da dare al brutale omicidio di Khashoggi. Un segnale, secondo il New York Times, è che un'alta dirigente della Casa Bianca, responsabile per la politica americana verso l'Arabia Saudita, si è dimessa. Si tratta di Kirsten Fontenrose, direttrice per la regione del Golfo Persico all'interno del National security Council, che aveva spinto per misure dure contro il governo saudita e che era stata a Riad per discutere le recenti sanzioni Usa imposte ai presunti responsabili del delitto. Fontenrose aveva insistito perché Saud al-Qahtani, un alto consigliere del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, fosse aggiunto alla blacklist, cosa che alla fine è stata fatta. Ma al suo ritorno a Washington aveva avuto una disputa con i suoi superiori.

Data ultima modifica 18 novembre 2018 ore 16:00

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