Giappone, test di medicina truccati in vari atenei: richiesti i danni

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La Tokyo Medical University ha ammesso di aver alterato per anni le prove di ammissione, spesso a svantaggio dei candidati donna. Dopo la rivelazione, un'indagine ha scoperto pratiche inappropriate in molte altre università

"Pratiche inappropriate sono state scoperte in diverse università". Lo ha dichiarato il ministero dell'Istruzione giapponese, Masahiko Shibayama, in una conferenza stampa durante la quale ha illustrato i risultati ottenuti finora da un'indagine governativa su 81 scuole mediche pubbliche e private in tutto il Paese. L’inchiesta è partita lo scorso agosto, quando la Tokyo Medical University ha ammesso di aver abitualmente alterato i test di ammissione, spesso a svantaggio dei candidati di sesso femminile. Alcuni di questi, circa una ventina, in questi giorni hanno chiesto all’università di fare pubblica ammenda e di versare un risarcimento nei loro confronti.

Prassi consolidata

Nello specifico, l’università della capitale del Giappone ha ammesso di aver alterato i risultati di numerose candidate a partire dal 2006. Prassi che sarebbe andata avanti per oltre un decennio comportando, secondo un'inchiesta indipendente, l’esclusione illegittima di almeno un quarto delle ragazze che avevano sostenuto i test nel 2017 e nel 2018.

Inchiesta governativa

Dopo l’ammissione della Tokyo Medical University, il ministero ha svolto ispezioni in diverse università di Medicina per verificare la legittimità degli esami di ammissione. Dall’indagine è emerso che diverse università utilizzavano vari metodi per impedire a determinati candidati di accedere al corso a discapito di altri. In alcuni casi diverse donne sono state respinte nonostante il raggiungimento di punteggi che avrebbero dovuto essere sufficienti per l'ammissione, dando la precedenza ai figli di ex allievi. Il ministro Masahiko Shibayama ha annunciato che i responsabili delle scuole sono stati convocati per fornire spiegazioni in merito alle anomalie riscontrate.

Richiesta di indennizzo

Intanto gli avvocati delle donne escluse dalla Tokyo Medical University, la prossima settimana, dovrebbero presentare secondo quanto riportato dall'agenzia Agi una richiesta di 100mila yen (poco meno di 800 euro al cambio odierno) come indennizzo per "l’angoscia mentale". Inoltre le candidate escluse, che dovranno comunque dimostrare di essere state vittime di discriminazione, chiedono all’università di essere rimborsate delle spese sostenute per effettuare gli esami. Fra le donne che hanno presentato ricorso ci sono un medico, alcune studentesse di altre facoltà di medicina ed ex candidate che, a più di dieci anni dal test, hanno intrapreso altre carriere lavorative.

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