Giornata mondiale della povertà: in Italia record di persone a rischio

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In Europa il nostro Paese è tra quelli con il maggior numero di potenziali poveri, quasi il 30 per cento della popolazione. Mattarella: "Evitare che la povertà si traduca in crescente marginalità sociale"

"È indispensabile che ciascun Paese raddoppi i propri sforzi per porre fine alla malnutrizione, all'emarginazione sociale, alla malattia, contribuendo a dare migliori prospettive a quanti sono più esposti alle epidemie e alle calamità, agli effetti del cambiamento climatico, ai più deboli, alle donne e ai bambini". L'intervento del presidente Mattarella in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla povertà vuole lanciare un segnale forte e molto concreto ai governi europei, italiano in primis. Il nostro paese, infatti, è quello col più alto numero di persone a rischio povertà ed esclusione sociale nell'Ue. Sono oltre 17 milioni, secondo Eurostat, i cittadini a rischio, quasi il 30% della popolazione.

Interventi indispensabili

Dinanzi ai dati Eurostat, il presidente della Repubblica ha sottolineato quanto sia indispensabile continuare con politiche di sostegno alla popolazione più colpita dal fenomeno. "Gli interventi devono avere la capacità di tradursi in un investimento sulle persone, - ha spiegato - sulle loro abilità e la loro formazione, al fine di promuovere un percorso di crescita individuale e di evitare che la povertà si traduca in crescente marginalità sociale". Guardando alla situazione globale, il Presidente ha messo in risalto gli sforzi compiuti in tutto il mondo per combattere la povertà, ribadendo che tutti i traguardi raggiunti lasciano "inalterata la dimensione di una sfida che riguarda lo stesso destino futuro dell'umanità, con nuove e vecchie piaghe che si affacciano".  

I numeri

In Italia, sempre secondo Eurostat, una persona su tre vive in condizioni disagiate, correndo il rischio di cadere in una condizione di povertà vera e propria. Una situazione peggiorata molto rispetto agli altri Paesi europei, dove nel 2017 c'erano 112,9 milioni di persone a rischio povertà o esclusione. Dopo la Grecia, l'Italia è il Paese dove il rischio povertà è maggiormente aumentato dal 2008, salendo di 3,4 punti percentuali. Nel suo Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto, Caritas mette in evidenza i duri effetti della crisi sulla popolazione italiana. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. Una situazione in controtendenza rispetto all'Unione europea, dove il rischio di povertà è salito solo dal 2009 al 2012, raggiungendo il picco del 25% per poi scendere costantemente fino ad oggi. 

La Giornata dell'eradicazione della povertà

La Giornata mondiale per l'eradicazione della povertà è stata istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 46/196 il 22 dicembre 1992. L'iniziativa nacque da un'idea e dall'azione di Padre Joseph Wresinski. Tuttavia già dal 1987 si celebrava la Giornata Mondiale per l'Eliminazione della povertà: in quell'anno più di centomila persone si riversarono al Trocadéro di Parigi - luogo in cui fu firmata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani - per onorare le vittime di povertà estrema, violenza e fame. In questa occasione venne proclamato che la povertà è una violazione dei diritti umani e venne affermato il bisogno di unirsi per assicurarsi il rispetto di questi obiettivi. A memoria di tale evento venne incisa una pietra commemorativa. Repliche di questo piccolo monumento sono sparse in tutto il mondo e fungono da ritrovo per la celebrazione della giornata. Una copia si trova anche nel giardino della sede delle Nazioni Unite: in questo luogo il Segretario Onu tiene la commemorazione annuale del 17 ottobre.

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