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Nave Aquarius resta al largo, i migranti andranno in quattro Paesi Ue

4' di lettura

Accordo tra Francia, Spagna e Portogallo. Lisbona si è offerta di accogliere 10 delle 58 persone a bordo. La nave attraccherà a Marsiglia, dove dovrà chiarire la propria posizione. Macron: Italia non segue leggi internazionali

I 58 migranti a bordo dell'Aquarius 2 saranno sbarcati in acque internazionali, trasferiti su un mezzo maltese e distribuiti in quattro Paesi Ue. Lo ha reso noto il governo de La Valletta. La nave invece attraccherà al porto di Marsiglia, dove dovrà risolvere la suo posizione, visto che ieri Panama ha deciso di revocarle la bandiera. "Malta e Francia ancora una volta si fanno avanti per risolvere l'impasse dei migranti", scrive il premier di La Valletta Joseph Muscat. In precedenza Francia, Spagna e Portogallo avevano annunciato un'intesa per la redistribuzione dei migranti. "Con Macron e gli altri leader vogliamo mostrare un approccio il più multilaterale possibile", sostiene Muscat. La nave Aquarius "deve risolvere il suo status internazionale”, aggiunge il premier maltese. "Considerando che all'Aquarius è stata tolta la bandiera - si legge nel comunicato del governo maltese - la nave procederà verso il proprio porto per rettificare la propria posizione". Intanto le condizioni meteorologiche sono peggiorate, il forte vento ha aumentato il moto ondoso del mare con onde attese fino a 5 metri di altezza.

Macron: “L’Italia non segue le leggi internazionali e quelle umanitarie”

"C'è una crisi politica tra l'Italia e il resto dell'Europa. L'Italia ha scelto di non seguire più le leggi internazionali e in particolare quelle umanitarie del mare, secondo cui quando una nave è in una situazione umanitaria va nel porto più vicino": lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron parlando ai giornalisti al Palazzo di Vetro a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu.

Il ministro francese Collomb: “Come ogni volta, faremo il nostro dovere”

"Come ogni volta, faremo il nostro dovere", ha detto il ministro francese dell'Interno, Gérard Collomb, durante il question time in parlamento. Collomb ha aggiunto che il presidente Emmanuel Macron e il premier maltese Joseph Muscat "hanno avuto un colloquio a margine dell'Assemblea generale dell'Onu". "Come facciamo ogni volta, faremo il nostro dovere", ha ripetuto, riferendosi alla ripartizione dei migranti tra Stati Ue. Ora l'Aquarius "entra in zona di salvataggio sotto la responsabilità di Malta", ha aggiunto Collomb, ricordando che "le navi che hanno raccolto dei naufraghi in mare devono sbarcare nel porto sicuro più vicino". "L'Aquarius deve rispettare questa esigenza", ha concluso, spiegando che ora la solidarietà europea deve "esercitarsi con Malta".

L'accordo tra Portogallo, Francia e Spagna

Nel corso del pomeriggio è stato annunciato che il Portogallo ha stretto un accordo con la Francia e la Spagna per l'accoglienza dei 58 migranti a bordo dell'Aquarius 2. Lisbona si è detta pronta ad accoglierne dieci. La decisione, spiega il ministero dell'Interno portoghese, "è stata presa in modo solidale e concertato con Spagna e Francia". L'Unione europea si sfila: secondo la portavoce della Commissione europea Natasha Bertaud, “la situazione legale dell'Aquarius 2 è questa: è una nave senza bandiera europea, e ha operato in un'area di ricerca e salvataggio libica", perciò "non impegna la responsabilità europea". "In questo momento abbiamo 58 persone a bordo soccorse tra giovedì e sabato. Abbiamo avuto bel tempo, situazioni ideali per le partenze. Le condizioni meteo stanno peggiorando e nelle prossime ore aspettiamo mare con onde fino a 5 metri. Per questo diventa importante e fondamentale trovare un porto per sbarcare in sicurezza tutte queste persone", ha detto uno dei soccorritori dell'Aquarius 2 in un video su Twitter.

Il soccorritore: “La guardia costiera italiana non ha preso in carico la situazione”

"Abbiamo tentato più volte di andare verso Nord per uscire dalla zona Sar (la zona di ricerca e soccorso, ndr) - ha spiegato in giornata il soccorritore a bordo dell’Aquarius 2 - ma siamo stati richiamati indietro da soccorsi che non sono stati poi terminati a causa di una mancanza completa di coordinamento con la Guardia costiera libica che non ha mai risposto alle nostre chiamate di soccorso. Siamo dovuti passare attraverso la Guardia costiera italiana che però non ha poi preso in carico la situazione". Durante il video, il soccorritore parla anche del caso della bandiera. "Panama, sotto pressioni italiane, ci vuol far revocare la bandiera - sottolinea - Le accuse che ci vengono rivolte sono quelle di non aver consegnato le persone soccorse ai libici. Facendo questo noi avremmo violato la convenzione di Amburgo e la convezione di Ginevra. La realtà che viene raccontata è molto diversa dalla realtà dei fatti".

Data ultima modifica 25 settembre 2018 ore 18:30

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