Giornata della pace, dialogo e idee nell'anno della pandemia

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TOPSHOT - A photo taken on March 18, 2018, shows a Yemeni child looking out at buildings that were damaged in an air strike in the southern Yemeni city of Taez. / AFP PHOTO / Ahmad AL-BASHA        (Photo credit should read AHMAD AL-BASHA/AFP via Getty Images)

Il 21 settembre ricorre l’evento istituito dalle Nazioni Unite, che dal 1981 promuove nel mondo i valori del pacifismo e della non violenza. In questo giorno l'Onu invita tutti i Paesi a rispettare la cessazione delle ostilità, come il Segretario Generale António Guterres aveva fatto durante l'emergenza Covid19

Il 21 settembre si festeggia la Giornata internazionale della pace, un evento che quest'anno non può non tenere conto della pandemia che il mondo intero sta affrontando. Per questo il tema dell'edizione è "Shaping Peace Together", un invito a unirsi contro le difficoltà, sanitarie ed economiche, generate dalla diffusione del Covid19.

Una giornata di tregua in un anno di tregua

La Giornata internazionale della pace è stata istituita per la prima volta nel 1981 (Risoluzione A/RES/36/67), e inizialmente veniva celebrata ogni terzo martedì del mese di settembre, in coincidenza con il giorno dell’apertura delle sessioni dell’Assemblea Generale. Solo dal 2001, infatti, è stata istituita la Giornata ogni 21 settembre. In questo giorno, le Nazioni Unite, oltre a celebrare i valori della pace, invitano tutti i Paesi a rispettare la cessazione delle ostilità e a commemorare l’evento attraverso attività educative e di sensibilizzazione sul tema. In quest'anno particolare, sottolinea l'ONU, "è chiaro che non siamo nemici l'uno con l'altro". Il tradizionale invito delle Nazioni Unite a sospendere le ostilità per almeno 24 ore si sovrappone infatti nel 2020 a quello più ad ampio raggio diramato a marzo da António Guterres. Il Segretario Generale chiese allora "un immediato cessate il fuoco in ogni angolo del pianeta" per concentrare le energie nella lotta al virus.

"Sognare insieme stando lontani"

Anche per l'Onu il 2020 è stato un anno di ascolto e apprendimento, recita il comunicato ufficiale dell'edizione. L'organizzazione ha lanciato in rete UN75, una sorta di forum globale che, in occasione del 75esimo anniversario dalla sua fondazione, punta a raccogliere idee per un futuro di pace e tolleranza. Il lemma scelto per quest'anno, che si traduce in "Costruiamo la pace insieme", mantiene una forte valenza di unità e speranza contro la crisi in corso, senza dimenticare tutti quei luoghi della Terra ancora segnati da conflitti. "Anche se forse non possiamo stare vicini fisicamente, possiamo ancora sognare insieme".  

 

Un mondo sempre meno pacifico

Nonostante gli accorati appelli dell'Onu, però, le situazioni di conflitto a livello mondiale non sembrano decrescere. Anzi, secondo il Global Peace Index 2020 è possibile ravvisare un peggioramento: il pianeta è diventato meno pacifico dell'anno precedente per la nona volta negli ultimi 12 anni. Il coefficiente utilizzato in questo report, che include parametri di stabilità e convivenza pacifica di ogni Paese come il terrorismo, le violenze o la spesa militare, è diminuito complessivamente dello 0.34%. Nella classifica dei Paesi con un maggiore tasso di pacificità, guidata da Islanda, Nuova Zelanda e Portogallo, l'Italia occupa il 31esimo posto. Ai piedi del ranking, ci sono 16 Stati in cui il livello è considerato "molto basso": si tratta di Paesi agitati da conflitti interni, come Libia, Yemen e Siria, martoriati dal terrorismo come Somalia o Afghanistan oppure segnati da un utilizzo ricorrente della violenza, anche da parte delle autorità, come succede in Venezuela e Russia.

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