Papa Francesco: "Spero di andare in Giappone nel 2019"

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Negli anni Settanta il pontefice voleva visitare il Paese come missionario, ma gli fu impedito dai superiori per problemi di salute. La trasferta è programmata per il prossimo anno

Papa Francesco andrà in Giappone. Il viaggio non è solo un'occasione per espandere il suo apostolato, ma sarà anche il coronamento di un vecchio sogno del pontefice. Negli anni Settanta, infatti, Jorge Mario Bergoglio voleva visitare il Paese in qualità di missionario, ma i suoi superiori glielo impedirono per ragioni di salute. "Approfittando di questa visita, vorrei annunciarvi la volontà di visitare il Giappone l'anno prossimo. Speriamo di poterlo fare", ha dichiarato Papa Francesco.

Il primo incontro tra Roma e il Giappone

La notizia è stata riferita dallo stesso pontefice in occasione di un incontro con i delegati dell'Associazione Tensho Kenoho Shisetsu Kenshokai, ai quali ha dato il benvenuto a Roma. Begoglio ha anche voluto ricordare un episodio storico: "Più di 400 anni fa, nel 1585, quattro giovani giapponesi arrivarono a Roma, accompagnati da alcuni missionari Gesuiti, per visitare il Papa, che era allora Gregorio XIII. Fu un viaggio straordinario, poiché era la prima volta che un gruppo di rappresentanti del vostro grande Paese veniva in Europa. I quattro giovani ebbero un'accoglienza meravigliosa, non solo da parte del Papa, ma anche di tutte le città e le corti che attraversarono: Lisbona, Madrid, Firenze, Roma, Venezia, Milano, Genova. Gli europei incontrarono i giapponesi e i giapponesi incontrarono l'Europa e il cuore della Chiesa Cattolica. Un incontro storico fra due grandi culture e tradizioni spirituali, di cui è giusto conservare la memoria, come fa la vostra Associazione".

"La strada giusta"

Il pontefice ha proseguito, augurandosi che la delegazione si senta accolta dal Papa come i predecessori e che, "come loro, gustiate la gioia di questo incontro e siate incoraggiati a tornare nel vostro Paese come ambasciatori di amicizia e promotori di grandi valori umani e cristiani". Durante l'incontro, Papa Francesco ha ricordato in particolare il leader della spedizione dell'epoca, Mancio Ito, che divenne sacerdote, e Julian Nakaura, che come molti altri subì il supplizio sulla famosa collina dei martiri di Nagasaki ed è stato proclamato beato. "So che la vostra Associazione promuove bellissimi progetti di cultura e di solidarietà", ha concluso il Papa, incoraggiando l'impegno dei presenti "per realizzare un fondo di aiuto per la formazione di giovani e orfani, grazie al contributo di imprese sensibili ai loro problemi. Volete dimostrare che la religione, la cultura e il mondo economico possono collaborare pacificamente per creare un mondo più umano e caratterizzato da una ecologia integrale", ha riconosciuto il Papa: "Ciò è pienamente in accordo con quanto anche io auspico per l'umanità di oggi e di domani, come ho scritto nella Lettera Enciclica Laudato sì. È la strada giusta per il futuro della nostra casa comune".

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