Usa, Trump: "Impeachment? I mercati crollerebbero"

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Secondo alcuni giuristi il presidente potrebbe essere messo in stato d'accusa dopo le dichiarazioni rilasciate dal suo ex avvocato, Michael Cohen. Dura la sua reazione di Trump: "Se arrivasse saremmo tutti più poveri"

Il presidente americano Donald Trump replica a coloro che minacciano l'ipotesi di un impeachment. "Se fossi sottoposto ad impeachment, penso che i mercati crollerebbero - ha spiegato in un'intervista rilasciata a Fox and Friends - Penso che tutti diventerebbero più poveri". La messa in stato d'accusa per Donald Trump è, secondo esperti giuridici statunitensi, una concreta possibilità anche alla luce delle ammissioni dell'avvocato del tycoon, Michael Cohen che ha confermato di aver pagato il silenzio di due donne durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2016. (LA SCHEDA)

Il rischio di impeachment è legato alle elezioni di midterm

Davanti a una corte di New York, Cohen si è dichiarato colpevole di otto capi d'accusa, fra cui il pagamento di due donne – la pornostar Stormy Daniels e l'ex coniglietta di Playboy Karen McDougal – per comprarne il silenzio, durante la campagna elettorale per le presidenziali Usa, "sotto la direzione di un candidato a un incarico federale (candidato di cui l'avvocato non fa il nome, ndr)". Le ammissioni del legale, che si intrecciano con l'inchiesta sul Russiagate, stabilirebbero che "il presidente si è reso complice nelle violazioni rispetto alle quali Cohen si è dichiarato colpevole". Quindi avrebbe mentito agli americani. Questo almeno il parere di Philip Allen Lacovara, già consigliere dei procuratori speciali che indagarono sul ruolo di Richard Nixon nello scandalo Watergate, citato da diversi media tra cui il quotidiano "Independent". Secondo la prassi, Trump non rischia di finire sotto processo fintanto che siede alla Casa Bianca. Due le possibili strade: ottenere un'incriminazione da parte dei pm e poi congelarla finché il presidente resterà in carica; oppure far sì che la pubblica accusa presenti alla Camera dei rappresentanti le prove raccolte per l'eventuale impeachment (per cui però servono reati più gravi), come accadde per Nixon o Clinton con lo scandalo Monica Lewinsky. Un rischio, quest'ultimo, che aumenterebbe nel caso in cui alle elezioni di midterm i democratici conquistassero il Congresso.

La Casa Bianca: "Accuse ridicole"

Uno spettro, quello dell'impeachment, che la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders ha liquidato come un "maldestro tentativo dell'opposizione democratica per screditare Trump". Accusare il presidente di aver mentito agli americani "è ridicolo", ha detto Sanders, qui in un video pubblicato dal "Washington Post". "Il presidente non ha fatto nulla di male – ha aggiunto – e contro di lui non sono state presentate accuse". Dal canto suo Trump, riguardo al pagamento delle due donne da parte di Cohen, ha dichiarato di essere venuto a conoscenza della cosa solo successivamente. Inoltre ha ricordato in un tweet che anche "Barack Obama ha commesso una violazione finanziaria in campagna elettorale, ed è stata sistemata facilmente!". Sempre via Twitter, il presidente ha ironizzato sul suo ormai ex legale: "Se qualcuno sta cercando un buon avvocato, suggerirei fortemente di non rivolgersi ai servizi di Michael Cohen". Il leader repubblicano ha invece espresso solidarietà nei confronti di Paul Manafort, l'ex capo della sua campagna elettorale dichiarato colpevole per frode bancaria ed evasione fiscale e ora atteso da un secondo processo legato direttamente al Russiagate. Trump, attraverso l'emittente Fox and Friends, ha poi dichiarato sull'ipotesi di una messa in stato di accusa: "Se fossi sottoposto ad impeachment, penso che i mercati crollerebbero. Penso che tutti diventerebbero più poveri". E ha aggiunto: "Non so come qualcuno possa essere messo in stato di accusa quando sta facendo un gran lavoro".

Gli Aerosmith contro Trump: "Non usi nostre canzoni"

Trump è nel mirino anche del mondo della musica. Steven Tyler, leader degli Aerosmith, ha intimato per la terza volta (la prima risale al 2015) al presidente Usa di smettere di utilizzare le canzoni degli Aerosmith durante comizi ed eventi pubblici. Stavolta sono stati i legali del cantante a scrivere alla Casa Bianca, in merito all'utilizzo di "Livin' on the Edge" durante un incontro politico a Charleston. "Trump non ha il permesso di utilizzare le canzoni del nostro cliente – hanno scritto i legali di Tyler – il pericolo è che i fan credano che gli Aerosmith supportino le sue politiche".

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