Afghanistan, l’Isis rivendica la strage degli studenti a Kabul

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Daesh, attraverso l'agenzia di stampa Amaq, ha fatto sapere che l’attentatore era un “fratello in cerca di martirio”. Nell’esplosione sono morte 34 persone e 56 sono rimaste ferite. La scuola, dicono i parenti delle vittime, “era già stata minacciata in passato”

L’Isis ha rivendicato l’attacco suicida di ieri in una scuola privata di Kabul, in Afghanistan, che ha causato la morte di 34 persone (e non 48 come riferito inizialmente dalle autorità) e il ferimento di altre 56. Non è chiaro se tra le vittime ci siano anche insegnanti o solo studenti. L’attentato è avvenuto nella Mawoud Academy a Dasht-e-Archi, in una zona a maggioranza sciita della capitale, dove i ragazzi si stavano preparando per gli esami di accesso all'Università.

L’Isis parla di 200 tra morti e feriti

Quelli riferiti dal ministro della Sanità, Wahid Majroh, sono numeri diversi da quelli divulgati invece dall’Isis, che sostiene che nell’attacco siano morti o rimasti feriti almeno 200 studenti. Attraverso l'agenzia di stampa Amaq, Daesh ha fatto sapere che l'autore dell'attentato è stato il "fratello in cerca di martirio Abdul Raouf al-Khorasani".

L’attentato

L’attentatore suicida si è fatto esplodere mentre gli insegnanti facevano lezione. Si ritiene che ci fossero almeno 100 studenti nella scuola, che "era già stata minacciata in passato", hanno detto i parenti delle vittime accorsi sul posto. "Il governo avrebbe dovuto garantire maggiore protezione", hanno gridato in tanti. Il presidente Ashraf Ghani, condannando fermamente l'attacco, ha detto che i "terroristi con questo atto contro un centro educativo dimostrano di essere nemici dell'Islam e degli insegnamenti del Profeta".

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