Brasile, Lula dal carcere: "Mi ricandido alle elezioni"

Mondo
1-getty-lula

In un’intervista al quotidiano La Repubblica, l’ex presidente ha confermato la volontà di correre per le presidenziali di ottobre. Intanto il Partido dos Trabalhadores ha convocato i militanti ad una grande marcia il prossimo 15 agosto a Brasilia

Anche da dietro le sbarre, Luiz Inácio Lula da Silva non rinuncerà alla candidatura nelle prossime elezioni presidenziali in Brasile. "Il mio arresto è stato una colossale ingiustizia mi candido per tornare alla guida del Paese, che sta vivendo una crisi drammatica", ha dichiarato l'ex presidente in un'intervista concessa al quotidiano La Repubblica dal carcere di Curitiba. Dallo scorso aprile Lula si trova gli arresti per una condanna a 12 anni per corruzione passiva e riciclaggio.

Precedenti di candidati in carcere

"Nelle elezioni del 2016 ben 145 candidati sindaco sono stati autorizzati dal Tribunale superiore elettorale a competere nelle stesse condizioni in cui mi trovo oggi", ha dichiarato Lula, motivando la sua scelta e ribadendo la sua innocenza rispetto ai reati di cui è accusato. Già nella giornata del 2 agosto, il Partito dei lavoratori (Partido dos Trabalhadores - Pt) del Brasile aveva annunciato attraverso i propri profili social la volontà di candidare l’ex presidente alle elezioni di ottobre. Investitura che dovrebbe essere confermata ufficialmente oggi a San Paolo, in un incontro del partito a cui sono stati invitati a partecipare i sostenitori dell'ex presidente. Nel comunicato diffuso, il partito spiega di voler sostenere "il nostro eterno presidente Lula per trasformare il Brasile in un luogo migliore dove vivere". Oltre all’evento di oggi, il Pt ha anche convocato i militanti ad una grande marcia il prossimo 15 di agosto a Brasilia quando si procederà ad iscrivere ufficialmente il nome di Lula da Silva presso il Tribunale supremo elettorale (Tse) quale candidato alle presidenziali.

Respinta l’istanza contro il giudice Moro

Lula sta scontando una condanna in secondo grado per corruzione e, secondo gli esperti, stando alla legge brasiliana è molto improbabile che possa effettivamente candidarsi. Il Tribunale supremo elettorale potrebbe respingere la candidatura basandosi su una legge, la "Ley de Ficha Limpia", che rende ineleggibili coloro che sono stati condannati in secondo grado. L’ultima parola spetterà alla Corte suprema che intanto oggi ha respinto un’istanza dei legali dell'ex presidente, con cui si chiedeva di ricusare il giudice Sergio Moro, che ha già condannato il leader per corruzione in un precedente processo. Il giudice Dias Toffoli, membro della Corte suprema brasiliana, ha infatti confermato il togato titolare dell'inchiesta "Lava Jato" ("Autolavaggio"), che vede l’ex presidente accusato di aver favorito indebitamente un appalto. Lula, oltre a dover scontare una pena di 12 anni di carcere, nei prossimi mesi dovrà affrontare altri cinque processi per corruzione legati all'azienda petrolifera statale Petrobras.

Mondo: I più letti

Arriva sempre primo

Ricevi le notizie più importanti di politica, mondo, cronaca, spettacolo, le analisi e gli aggiornamenti. Per accettare le notifiche devi dare il consenso.

Hai attivato le notifiche di sky tg24

Fai login per ottenere il meglio subito.

Accedi con il tuo Sky ID o registrati in pochi istanti.