Venezuela, imprenditore italiano ucciso durante tentativo di sequestro

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Elio José Simonelli Datellis, 45 anni, proprietario dei magazzini della Nestlè ad Aragua, era stato sequestrato da una banda di criminali poi intercettata dalla polizia. I suoi rapitori gli hanno sparato prima di essere raggiunti dagli agenti 

Un imprenditore italiano residente in Venezuela, Elio José Simonelli Datellis, è stato ucciso il 1° agosto durante un tentativo di sequestro a Maracay, nello Stato di Aragua. Lo riferisce la stampa venezuelana.

Trovato all'interno del suo furgone

Secondo quanto reso noto, Simonelli Datellis è stato trovato morto all'interno del suo furgone nel comune di Linares Alcantara, vicino Maracay, nello stato settentrionale di Aragua. Datellis, 45 anni, proprietario anche dei magazzini della Nestlé ad Aragua, era stato sequestrato da una banda di criminali poi intercettata dalla polizia, ed è rimasto ucciso durante un conflitto a fuoco, riferisce il quotidiano El Universal. La polizia aveva localizzato i delinquenti in fuga sorvolando la zona in elicottero, dopo essere stata allertata dal fratello della vittima, che si era lanciato all'inseguimento dei banditi.

Il sequestro alle 8 di mattina

Datellis era stato sequestrato intorno alle 8 di mercoledì 1° agosto (le 14 in Italia), appena arrivato in una carrozzeria di sua proprietà a San Agustìn. Qui l'uomo ha trovato i rapitori che, secondo la versione fornita dalla polizia, lo avrebbero costretto a rientrare a bordo del suo furgone per poi scappare dopo averlo immobilizzato su un sedile posteriore. Il fratello dell'imprenditore, che si trovava nella vicinanze del luogo del rapimento, avrebbe notato qualcosa di sospetto nei movimenti del furgone in cui si trovava Simonelli ma, secondo quanto raccontato dall'uomo, al momento non pensava si trattasse di un sequestro. Durante la fuga dei rapitori, però, la vittima sarebbe riuscita a chiamare il fratello e a lasciar poi cadere il cellulare nel furgone, lasciando attiva la telefonata.

L'uccisione dei sequestratori

Il fratello di Datellis ha quindi potuto ascoltare le conversazioni a bordo e si è lanciato all'inseguimento del furgone alla guida di un altro veicolo. Ma dopo alcuni minuti, ricostruisce il quotidiano, l'uomo ha perso le tracce del furgone e ha avvertito la polizia. Quando gli agenti hanno bloccato i malviventi, c'è stata una sparatoria, durante il quale l'imprenditore italiano è stato ucciso dai sequestratori con un colpo di pistola all'addome. Durante la sparatoria sono stati uccisi almeno tre dei banditi (cinque secondo altre fonti di stampa).

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