Giappone, riaperte le spiagge vicine all'impianto di Fukushima

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A più di sette anni dal disastro nucleare, alcune località turistiche stanno tornando alla normalità. Un passo avanti per superare lo tsunami del 2011

Sette anni e quattro mesi. Tanto è passato dal disastro di Fukushima: l'11 marzo 2011, uno tsunami colpì le coste del Giappone e danneggiò l'impianto nucleare Dai-ichi. Oggi la popolazione locale ha fatto un nuovo passo verso la normalità: sono state riaperte alcune delle spiagge più vicine al reattore.

La riapertura di Soma

La spiaggia più prossima al sito nucleare è quella di Haragamaobama, nella città di Soma. Si trova a 40 chilometri dall'impianto. Hiroyuki Ito, segretario generale dell'associazione che promuove il turismo locale, ha affermato che le acque non presentavano tracce di radioattività da anni. L'apertura è stata però rimandata per ricostruire le infrastrutture necessarie a garantire l'accesso e la sicurezza dei bagnanti. "Sono felice perché Soma è sempre stata associata al mare, fino al momento del disastro", ha detto Ito al South China Morning Post. La riapertura ha quindi l'obiettivo di rilanciare il turismo nella regione. "Da piccolo ero sempre in spiaggia a giocare. Ma non ho potuto far fare la stessa esperienza a mia figlia".

I lavori per la ricostruzione

La riapertura non è solo un atto concreto, ma anche un messaggio: "Cercando Fukushima su Google compaiono solo immagini dell'incidente. Ma la nostra vita quotidiana sta tornano alla normalità. Vogliamo che, anche all'estero, i turisti sappiano che Soma è un posto da visitare", ha spiegato Ito. Sono state riaperte anche altre due spiagge colpite dallo tsunami, nella prefettura di Miyagi, a nord di Fukushima. Le zone che si affacciano sulla costa pacifica settentrionale stanno quindi tornando alla quotidianità pre-disastro, rassicurate dalle analisi sulla radioattività e dalle barriere costruite per proteggersi da un eventuale nuovo tsunami, dopo aver ricostruito le spiagge spazzate via dal mare nel 2011.

Il disastro del 2011

Piccoli passi verso la normalità, in un'area che resterà comunque condizionata dall'incidente del 2011. Lo tsunami, originato da una scossa di magnitudo 9.1, colpì le coste e la centrale nucleare di Naraha, causando il più grave disastro nucleare dai tempi di Chernobyl, nel 1986. Non ci furono vittime dirette dovute alle radiazioni, ma migliaia di persone furono costrette all'evacuazione dalle aree più vicine all'impianto. Molte di loro vivono in altre zone del Giappone e non hanno fatto più ritorno alle proprie case.

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