Trump e il tè con la Regina, il galateo per evitare gaffe

Donald Trump e la Regina Elisabetta II (Getty Images)
3' di lettura

Il presidente americano dovrà osservare una serie di norme non scritte ma di cortesia quando si troverà faccia a faccia con Sua Maestà. Norme che in passato hanno fatto scivolare presidenti e personaggi dello spettacolo

No all'inchino ma solo un cenno con la testa. Non porgere la mano per primo. Un tono cortese ma non troppo caloroso. Parlare solo dopo essere invitato, niente vestiario nero ne' colori troppo sgargianti, ma soprattutto nessuna vicinanza fisica. Sono queste alcune delle regole che il presidente Usa Donald Trump dovrà rispettare in occasione del te' al castello di Windsor offerto dalla regina Elisabetta II. Nonostante l’etichetta di palazzo non sia particolarmente rigida, esistono infatti una serie di norme "di cortesia" che sarebbe bene osservare in presenza di Sua Maestà. Norme che, negli anni passati, hanno fatto scivolare molti politici e personaggi celebri.

Il galateo

A fornire un utile briefing agli ospiti della Corona britannica ci pensa il sito ufficiale di Buckingham Palace con una nota intitolata "Saluti alla regina". All'inizio va utilizzata la formula "Sua Maestà" ("Your Majesty") e successivamente basterà un 'Ma'am', con la pronuncia di una 'a' breve. AGli ospiti dovrebbero poi sempre arrivare prima della Regina ed evitare di lasciare una stanza prima di lei o darle le spalle. Sarebbe bene prediligere un tono cortese ma non troppo caloroso, e non indossare abiti sgargianti o di colore nero. Per quanto riguarda il saluto, niente inchino ma solo un cenno con la testa. In presenza di Sua Maestà, inoltre, mai prendere l’iniziativa: non parlare a meno che non si sia interrogati, non sedersi né iniziare a mangiare prima che lo faccia lei. È inoltre assolutamente vietato ‘toccare’ la Regina, a meno che non sia lei a porgere la mano per una stretta.

Le gaffes negli anni passati

Quando si sono trovati di fronte ad Elisabetta II - tuttavia - molti dei suoi ospiti non sono riusciti a mantenere una condotta impeccabile. In occasione della visita a Parigi della sovrana britannica nel 2014, il presidente francese François Hollande accumulò una serie di gaffe: fu lui a porgere la mano per primo, si sedette in macchina prima di Sua Maestà e la lasciò aspettare davanti alla sedia al momento della cena all'Eliseo. Ma Hollande si spinse oltre: citando il detto "Keep calm and carry on", il presidente sottolineò a Elisabetta II che la sua famiglia incarnava "la serenità incrollabile indicata da questa espressione". La sua battuta fecce sorridere alcuni degli ospiti, ma la regina rimase di stucco.   

Gli scivoloni di Obama e Bush

Neppure la coppia Obama schivò la gaffe: l'ex presidente cominciò un discorso in onore di "Her Majesty" nel momento in cui l'orchestra intonava le note di "God Save the Queen". E, maldestramente, la moglie Michelle poggiò la mano sulla schiena di Elisabetta. Per ben due volte, nel 1996 e nel 2004, anche l'allora presidente francese Jacques Chirac infranse le regole del protocollo poggiando la sua mano sulla schiena di Elisabetta II, un gesto considerato "troppo familiare". Nel 2007, invece, George W. Bush ebbe un lapsus durante il discorso di benvenuto alla sovrana britannica alla Casa Bianca: in quell’occasione, il presidente ringraziò la Regina per la sua visita precedente "nel 1796 per il nostro bicentenario", correggendosi però subito: "Volevo dire nel 1976". Non se la cavò meglio l’attore Mickey Rooney, che nel 2007 infranse il protocollo afferrando la mano della Regina e baciandole il guanto.

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