Scandalo Panama Papers, la fuga di notizie sui conti segreti offshore

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Il 3 aprile 2015 vennero diffusi 11,5 milioni di documenti riguardanti enormi somme di denaro dirottate da studi legali internazionali e banche verso paradisi fiscali per conto di leader politici, vip, imprenditori. A rivelare tutto fu lo studio legale Mossack Fonseca

Era il 3 aprile del 2015 quando scoppiò lo scandalo "Panama Papers", una delle più grandi fughe di notizie avvenuta per mano di una nota società che si occupa di creazione e gestione di conti off-shore. In particolare, si trattava della Mossack Fonseca, uno studio legale - con sede a Panama (da qui il nome "Panama Papers") - che fornì ai giornalisti 11,5 milioni di documenti (per 2,6 terabyte di dati) contenenti informazioni sulle enormi somme di denaro che leader politici, vip, imprenditori, sportivi ma anche criminali avevano dirottato verso paradisi fiscali.

I documenti e le persone coinvolte

I documenti ottenuti dai giornalisti attraverso la Mossack Fonseca erano ricchi di informazioni sul lavoro dello studio panamense e, di conseguenza, sulle società nei paradisi fiscali gestiti. Ne venne fuori che si trattava di circa 214mila società e 14mila clienti. Più che i numeri, però, furono i nomi a destare scalpore: coinvolti oltre 140 politici di tutto il mondo - tra cui sei parlamentari britannici, il primo ministro islandese Sigmundur Davíð Gunnlaugsson e più di altri 10 capi di stato -, successivamente furono interessati dallo scandalo anche David Cameron, il re del Marocco Mohamed VI, persone vicine a Putin, il campione Lionel Messi, familiari del leader cinese Xi Jinping, del presidente ucraino Poroshenko, del re saudita, dei premier di Islanda e Pakistan, un importante membro della commissione etica della Fifa, l'attore cinese Jackie Chan e tanti altri personaggi famosi tra cui non mancarono i nomi di noti imprenditori italiani. Inoltre, comparvero anche 33 persone che erano state sanzionate per i loro legami con la Corea del Nord, la Russia, la Siria o l’Iran. Tra i coinvolti, anche Gian Luca Apolloni, professionista romano considerato dagli investigatori un faccendiere di primo piano nei “Panama Papers” e ora arrestato - insieme a un imprenditore - per truffa aggravata e indebita compensazione di debiti tributari e previdenziali con crediti inesistenti. Dai dati dello studio legale panamense Mossack Fonseca, pubblicati dall’International Consortium of Investigative Journalists, gli investigatori sono risaliti ad Apolloni, ritenuto intermediario nella creazione di oltre 200 “società schermo”.

Chi e come ha ottenuto i documenti

Il primo giornale che ottenne i documenti riservati, consegnati da un dipendente della Mossack Fonseca, fu il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung. Il giornale ha poi condiviso le informazioni con l’International Consortium of Investigative Journalists il quale ha successivamente coinvolto altre 100 testate di 80 Paesi, tra cui l’Espresso, la Bbc e il The Guardian. Furono loro a studiare e analizzare gli 11,5 milioni di documenti per 2,6 terabyte di dati che la fonte, rimasta anonima, aveva consegnato. I documenti trapelati riguardavano le attività di Mossack Fonseca dalla sua fondazione, ovvero il 1977, al 2015. In questi anni, lo studio legale panamense si è occupato della gestione dei conti dei suoi clienti nei cosiddetti paradisi fiscali, paesi - come Panama - in cui i regimi fiscali sono particolarmente privilegiati e agevolati. Mossack Fonseca può vantare 600 dipendenti in tutto il mondo (sono 42 gli Stati dove c’è una sede di questo studio legale) ed è ritenuta una delle più importanti società a livello internazionale nella gestione di conti off-shore. Va comunque precisato, come ha spiegato il pool di giornalisti che ha studiato i documenti - che "la maggior parte dei servizi offerti dall'industria dell'off-shore è perfettamente legale se usata nel rispetto delle leggi e dichiarata al Fisco. Tuttavia, le carte esaminate dall'Icij mostrano che numerose banche e studi legali non avrebbero seguito le norme che permettono di individuare i clienti coinvolti in attività illegali".

Panama Papers in numeri

- 11,5 milioni (2,6 terabyte) - i documenti segreti analizzati dai giornalisti per oltre un anno.

- 307 - i giornalisti di tutto il mondo che si sono occupati dell'inchiesta riuniti nell'International Consortium of Investigative Journalists.

-  oltre 75 - i Paesi dai quali provengono i reporter.

-  oltre 140 - tra politici, personaggi famosi, imprenditori e sportivi citati nei documenti segreti.

- 12 - i leader politici tra re, presidenti e primi ministri coinvolti dallo scandalo.

- 33 - le persone e le società citate nell'inchiesta inserite nella 'lista nera' degli Stati Uniti per legami con il terrorismo.

-  circa 214.000 - le società offshore che compaiono nei file, legate a oltre 200 paesi diversi.

- 38 - gli anni, dal 1977 al 2015, ai quali fanno riferimento i documenti.

- circa 14.000 - i clienti dello studio legale di Panama Mossack Fonseca, al centro dello scandalo, che ha uffici in 42 paesi in tutto il mondo e 600 impiegati.

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