Turchia, Erdogan riconfermato. Opposizione: “Competizione non equa”

Alle urne quasi 60 milioni di turchi (Foto: Getty Images)
3' di lettura

Il capo dello Stato supera il 50% mentre il suo partito, l'Akp, cala rispetto alle precedenti votazioni. Liberati 3 dei 4 italiani fermati: stavano svolgendo attività di osservazione elettorale indipendente. FOTO

Erdogan ce l'ha fatta di nuovo. Nelle elezioni presidenziali e parlamentari anticipate che si sono svolte nella giornata di domenica in Turchia, il "Sultano" ho ottenuto circa il 52,55% dei consensi e quindi la riconferma sulla poltrona di presidente della Repubblica. Il suo partito, l'Akp, con il 42,8%, si attesta in lieve caduta, ma grazie alla coalizione con i nazionalisti dell'Mhp (all'11,3%) raggiunge un totale del 54,4%. Un risultato che garantisce ai due partiti 342 seggi, molto oltre la maggioranza assoluta di 301 seggi nel nuovo parlamento turco.

Si ferma al 33,9% la coalizione formata dai repubblicani del Chp (22,47%) e l'Iyi parti di Meral Aksener (10%) mentre i conservatori di Saadet superano di poco l'1%. A questa seconda coalizione saranno assegnati 192 seggi. Sopra la soglia del 10% anche i filo-curdi dell'Hdp, che con il 10,84% delle preferenze si sono garantiti 66 seggi. Il voto si è concluso alle 17 (le 16 in Italia) per quasi 60 milioni di aventi diritto negli oltre 180mila seggi distribuiti in tutte le 81 province del Paese. 

Affluenza alta

L'affluenza alle urne è stata dell'87%, come comunicato dal portavoce del partito Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan, Mahir Unal. "Le elezioni si sono svolte con maturità democratica", ha aggiunto in una dichiarazione alla stampa. L'opposizione ha lanciato nel corso della giornata diverse accuse di brogli, invitando gli elettori a non abbandonare i seggi.

Il candidato dell'opposizione Ince: "Competizione non equa"

"La competizione non è stata equa, ma accetto che (Recep Tayyip Erdogan) ha vinto". Così Muharrem Ince, principale candidato dell'opposizione, in un messaggio inviato via WhatsApp in diretta a un giornalista del canale tv Fox. I repubblicani del Chp, principale partito di opposizione, avevano accusato nel corso dello spoglio l'agenzia di Stato turca Anadolu di aver diffuso false percentuali di voto, attribuendo all'uomo che governa la Turchia da 16 anni un dato più alto di quello reale, che sarebbe il 48%. 

Divieti e controlli, italiana ancora in stato di fermo

Nella giornata di ieri le autorità turche hanno fermato 10 cittadini stranieri che stavano svolgendo attività di osservazione elettorale indipendente nel sud-est del Paese. Tra loro 4 italiani, tre dei quali sono stati rilasciati dopo poche ore. È invece ancora in stato di fermo e rischia un'accusa di propaganda a favore del Pkk curdo Cristina Cattafesta. Nei suoi confronti non risulta formalizzata alcuna contestazione, ma secondo fonti locali le autorità stanno indagando su materiale trovato sul suo computer. Le autorità italiane seguono il caso.

Erdogan e il "mandato forte"

In Turchia è stato eletto per la prima volta un capo dello Stato con i nuovi poteri esecutivi attribuiti dal referendum sul presidenzialismo dello scorso anno. Per l'uscente Recep Tayyip Erdogan, al potere da 15 anni, lo sfidante principale era il socialdemocratico Muharrem Ince del Chp, che ha contestato il risultato parlando di "manipolazioni" da parte dell'agenzia statale Anadolu.
 

Data ultima modifica 25 giugno 2018 ore 22:38

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