Siria, missili contro basi militari: almeno 40 morti

3' di lettura

Una serie di attacchi missilistici nella notte ha colpito postazioni ad Aleppo e Hama: ci sono anche 60 feriti. Agenzie iraniane smentiscono che ci siano soldati di Teheran tra le vittime. Media locali accusano: attacco lanciato da basi Gb e Usa in Giordania

Almeno 40 persone sono morte e altre 60 sono rimaste ferite in una serie di attacchi missilistici che durante la notte hanno colpito postazioni militari nel nord della Siria, in particolare basi ad Hama e ad Aleppo. L’agenzia di stampa iraniana Isna, che cita fonti straniere, ha detto che tra le vittime ci sarebbero anche 18 militari di Teheran. Questa notizia è stata smentita da altre due agenzie iraniane, la Tasnim e la Mehr, secondo cui nessuna base iraniana (in particolare quella vicino Aleppo) è stata colpita e nessun militare iraniano è stato ucciso nei raid.

Le accuse siriane

I media ufficiali siriani parlano di "aggressione" e affermano che gli attacchi sono partiti da basi britanniche e statunitensi nel Nord della Giordania e durante le operazioni sono stati lanciati 9 missili balistici. (SETTE ANNI DI GUERRA IN SIRIA)

Haaretz: colpiti depositi missili iraniani "anti-Israele"

Ufficialmente Israele non ha rilasciato alcun commento sugli attacchi notturni in Siria. Ma il quotidiano israeliano Haaretz, basandosi su rapporti delle agenzie di spionaggio di Washington e Tel Aviv, ha rivelato che il raid sulla base di Hama potrebbe aver inferto un duro colpo alle forze iraniane presenti. Il giornale libanese al-Akhbar scrive che le basi, attaccate con missili anti-bunker, ospitavano magazzini di armi, utilizzati sia dall'esercito siriano che dai Pasdaran. E a essere distrutti sono stati molto probabilmente i missili terra-terra, che minacciano di più il suolo israeliano. L'intensità delle esplosioni ha causato anche un piccolo terremoto: la televisione di Stato siriana ha riferito che l’istituto sismologico europeo-mediterraneo ha rilevato una scossa di 2,6 gradi Richter.

Gli ultimi precedenti

All'inizio di aprile, sette militari iraniani erano rimasti uccisi nel corso di un raid contro una base aerea a Homs. Damasco, Teheran e Mosca avevano accusato Israele, che non aveva né confermato né smentito. Meno di due settimane fa, invece, c'era stato un altro report di un possibile raid contro installazioni militari governative nella stessa regione, e nei sobborghi di Damasco. Ma gli stessi militari avevano detto che un falso allarme aveva innescato il loro sistema di difesa. Il 14 aprile, poi, il territorio siriano era stato colpito da un'operazione militare congiunta Usa-Francia-Gran Bretagna come rappresaglia contro il regime, in seguito al presunto attacco chimico nella Ghouta.

Data ultima modifica 30 aprile 2018 ore 12:33

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