Afghanistan, 2 esplosioni a Kabul: almeno 29 morti tra cui 9 reporter

Uno dei feriti nella doppia esplosione di Kabul (Ansa)
3' di lettura

Un duplice attentato kamikaze ha colpito questa mattina il centro della capitale afghana, nel mirino i giornalisti. L'attacco è stato rivendicato dall'Isis. Intanto, vicino la città di Kandahar almeno 11 studenti sono morti dopo un'altra aggressione suicida

Sono almeno 29 i morti e oltre 40 i feriti di un doppio attentato kamikaze che ha colpito il centro di Kabul, la capitale dell'Afghanistan. Il bilancio, che potrebbe ancora aggravarsi, è stato riferito dal ministero della Salute. Tra le vittime ci sono almeno nove tra giornalisti, fotografi e cameramen. Lo riferisce il Comitato per la sicurezza dei giornalisti afghani, che in un comunicato precisa come almeno altri sei operatori dei media sono rimasti feriti. Intanto, oltre a quelli morti nell'attacco di Kabul, un altro giornalista, un reporter afghano della Bbc, Ahmad Shah, è stato ucciso da ignoti nella provincia di Khost, Afghanistan orientale. Lo ha riferito l'emittente ToloNews citando giornalisti locali. Violenza anche nella provincia di Kandahar, dove almeno 11 studenti sono morti dopo un attentato kamikaze che voleva colpire un convoglio Nato.

Il duplice attentato a Kabul

Secondo un conteggio realizzato da Reporters sans Frontières (Rsf), tutti i giornalisti morti a Kabul hanno meno di 30 anni. Si tratta, in particolare di Yar Mohammad Tokhi (cameraman di ToloNews) Ebadollah Hananzi, Sabvon Kakeker e Maharam Darani (radio Azadai free Europe), Ghazi Rasoli e Norozali Rajabi (entrambi cameraman di TV1), Shah Marai Fezi (fotografo dell'Agenzia France Presse), Salim Talash e Ali Salimi (rispettivamente cronista e cameraman per la tv privata Mashal). I cinque reporter feriti sono Naser Hashemi (Al-Jazireh), Omar Soltani (Reuters), Ahmadshah Azimi (Nedai Aghah), Ayar Amar (del settimanale Vahdat mili) e Davod Ghisanai (tv privata Mivand). Tutti si trovavano al lavoro sul campo per coprire la prima esplosione avvenuta 30 minuti prima, dietro l'ambasciata degli Stati Uniti e non lontano dal Dipartimento nazionale di sicurezza, nel quartiere di Shashdarak. Secondo il portavoce della polizia questa seconda deflagrazione è stata causata da un kamikaze in motocicletta che si è fatto esplodere nel mezzo degli operatori dei media e ai soccorritori, a cui pare si fosse unito. 

Giornalisti nel mirino, rivendica l'Isis

Il duplice attacco, secondo quanto riferisce Al Jazeera, è stato rivendicato dall'Isis che, in un comunicato pubblicato attraverso la sua agenzia di stampa Amaq, assicura che l'operazione ha causato "fra 90 e 100 morti". Media internazionali sottolineano che la seconda esplosione mirava in particolare a uccidere i cronisti accorsi per coprire la prima. Nella seconda esplosione sono morti anche molti soccorritori. Dal 2016, Rsf ha conteggiato 34 tra giornalisti e collaboratori dei media uccisi nei diversi attacchi perpetrati dall'Isis o dai talebani in Afghanistan.

L'attentato a Kandahar

Alle vittime dell'attentato di Kabul, in questa giornata particolarmente violenta in Afghanistan, vanno poi ad aggiungersi almeno 11 studenti di una madrassa (scuola coranica). I ragazzi sono morti nella provincia meridionale afghana di Kandahar quando un kamikaze si è fatto esplodere al passaggio di un convoglio della Nato. Un portavoce della polizia locale, ha detto che l'esplosione ha causato il ferimento di cinque soldati romeni, ma ha anche investito la scuola coranica uccidendo gli 11 studenti che si trovavano al suo interno.

Data ultima modifica 30 aprile 2018 ore 15:00

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