Usa, sfugge a squalo: gli era già accaduto con un orso e un serpente

L'animale che ha attaccato McWilliams sarebbe stato di circa 2 metri (Getty Images)
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Il 20enne Dylan McWilliams del Colorado è sopravvissuto a un faccia a faccia con il predatore marino nelle acque dell'isola di Kauai. In passato era già stato aggredito da altri animali pericolosi

È sopravvissuto all'attacco di uno squalo, dopo essere scampato in passato all'aggressione di un orso e al morso velenoso di un serpente a sonagli. Il fortunato protagonista di questa storia, raccontata anche dalla Bbc, è Dylan McWilliams, un 20enne del Colorado, che lo scorso 19 aprile si è trovato faccia a faccia con un grosso squalo mentre faceva surf alle Hawaii.

L'attacco dello squalo

"È stato folle - ha commentato Dylan - sembra che io abbia una specie di fortuna nell'uscire da situazioni sfortunate". Il ragazzo ha raccontato che l'ultimo attacco si è verificato mentre si trovava nelle acque dell'isola di Kauai: è stato allora che guardando verso il basso si è accorto di avere uno squalo sotto di sé. “Ho iniziato a prenderlo a calci - ha detto McWilliams - so di averlo colpito almeno una volta, e ho nuotato fino a riva il più velocemente possibile". Tutto questo mentre era preoccupato dalla scia di sangue che lasciava: "Non sapevo se avevo perso metà gamba o altro". E invece ha solo riportato un taglio profondo al polpaccio. Secondo gli esperti che hanno visitato il giovane, l'esemplare di squalo che lo avrebbe attaccato potrebbe essere uno squalo tigre della lunghezza di circa 2 metri. A confermarlo ci sarebbero i segni distintivi dei denti lasciati nella gamba di McWilliams, ricucita con 8 punti di sutura.

I precedenti con l'orso e il serpente

Appassionato di vita all'aria aperta, Dylan McWilliams proviene dalla zona di Grand Junction, nel Colorado occidentale. Negli ultimi anni ha iniziato a vivere in giro per gli Stati Uniti e il Canada finanziando i suoi viaggi con lavori nei ranch e come istruttore di addestramento alla sopravvivenza. Anche questa volta la sua storia è finita nel migliore dei modi, esattamente come in passato, quando il giovane è stato attaccato da altri due animali pericolosi. Il primo, un orso bruno, lo ha aggredito mentre stava tenendo un corso di sopravvivenza in un campeggio in Colorado. Era il luglio del 2017 quando alle 4 del mattino, mentre Dylan dormiva all'aperto, si è ritrovato con la testa nelle fauci dell'animale: “Mi ha afferrato per la parte posteriore del capo - ha raccontato - e io l'ho colpito sull'occhio fino a quando non mi ha lasciato andare". Gli amici del ragazzo hanno detto di essersi svegliati per il trambusto e di aver visto l'orso maschio di circa 136 chili calpestare letteralmente McWilliams, che ha riportato ferite curate con nove punti alla testa. Tre anni fa invece, durante un viaggio escursionistico nello Utah, il giovane è stato attaccato da un serpente a sonagli che, fortunatamente, è riuscito a sferrargli un unico morso secco con poco veleno, che è valso a McWilliams solo un paio di giorni di dolore.

L'amore per la natura non cambia

"Non incolpo lo squalo, non incolpo l'orso, e non incolpo il serpente a sonagli", ha precisato Dylan durante il suo racconto. “Dobbiamo sempre rispettare i confini degli animali, anche se non penso di aver invaso o provocato nessuno degli attacchi”. Dylan McWilliams è ora impaziente di guarire le sue ferite per poter ritornare quanto prima a cavalcare le onde sulla sua tavola da surf. E, nonostante le sue vicissitudini, incoraggia tutti a vivere all'aria aperta: "Vado ancora a fare escursioni e continuerò a nuotare nell'oceano". Infine, quando gli è chiesto se pensava di poter avere un altro incidente con la fauna selvatica pericolosa, il giovane ha risposto con molto fatalismo: "Spero di no, ma trascorro la maggior parte del mio tempo fuori con gli animali, quindi immagino che tutto possa accadere".

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