Siria, Putin: raid portano a caos. Trump verso nuove sanzioni a Mosca

3' di lettura

Durante una telefonata con il leader iraniano Rohani, il presidente russo ha definito i bombardamenti "azioni illegali". Intanto Usa, Gb e Francia preparano una nuova bozza di risoluzione all'Onu mentre gli Usa preparano nuove sanzioni contro la Russia

Dopo il raid congiunto in Siria di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, Vladimir Putin avverte con una telefonata al presidente iraniano, Hassan Rohani, che interventi militari di quel tipo condurranno al "caos" nelle relazioni internazionali. Intanto i Paesi che hanno effettuato i bombardamenti contro obiettivi strategici in Siria hanno pronto un nuovo progetto di risoluzione sulla crisi da sottoporre all'Onu mentre l'amministrazione Trump è pronta a colpire Mosca con nuove sanzioni. La Russia però replica: tali misure non hanno senso.

Settimana cruciale all'Onu

La mozione di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna sarà presentata lunedì, 16 aprile, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La bozza prevede un'indagine indipendente sull'attacco chimico in Siria, aiuti umanitari senza ostacoli, tregua immediata e impegno di Damasco nei negoziati di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite. Non è chiaro quando potrebbe arrivare al voto ma, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro, gli alleati sono pronti a dare tempo alle trattative per tentare di ottenere il via libera della Russia. Dall'inizio del conflitto in Siria Mosca ha usato il diritto di veto 12 volte, sei delle quali su risoluzioni inerenti le armi chimiche, paralizzando di fatto l'azione del Consiglio.

Nuove sanzioni Usa contro la Russia

Washington prepara intanto nuove sanzioni contro Mosca, questa volta legate al sostegno del governo russo al dittatore siriano bashar Assad. Ad annunciarle è Nikki Haley, ambasciatrice americana all'Onu, in un'intervista a Fox News. "Vedrete cosa accadra' domani", ha affermato. Haley accusa la Russia di alimentare le tensioni con gli Usa e di non fare nulla per evitare che il regime di Assad usi armi chimiche. Le sanzioni, ha detto Haley, saranno annunciate "probabilmente lunedì" dal segretario al tesoro Mnuchin "e colpiranno direttamente quelle società che hanno a che fare con la fornitura di equipaggiamenti ed attrezzature legate all'uso di armi chimiche da parte del regime di Assad". "Vogliamo mandare un messaggio forte - ha aggiunto - e speriamo che stavolta ci ascoltino". Mosca però non ci sta. La portavoce del ministero degli Esteri russo afferma che gli Usa vogliono punire la Russia per il semplice fatto di essere "un attore globale" e per questo stanno per varare altre sanzioni che "non hanno alcun collegamento con la realtà".

"Grave danno al processo di stabilizzazione"

L'azione militare occidentale sulla Siria in risposta al presunto attacco chimico a Duma ha acceso le tensioni diplomatiche. Russia e Iran, alleati di Assad, hanno preso dure posizioni contro il raid. "Azioni illegali - è stato dichiarato da Rohani e Putin - stanno causando un grave danno al quadro siriano e al suo processo di stabilizzazione", che Mosca insieme a Teheran e Ankara (che però ha ritenuto "giusti" i raid sulla Siria) cerca di definire in base agli accordi di Astana. Putin, in particolare, ha sottolineato che "ulteriori fratture nella carta delle Nazioni Unite" saranno all'origine del disordine rapporti tra le potenze.

Guerra in Siria: tutti i video

Leggi tutto
Prossimo articolo