Siria, Macron: "Russia complice di Assad negli attacchi chimici"

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Trump telefona a Macron e May: "I bombardamenti erano necessari". Putin al telefono con Rohani: altri attacchi e sarà caos internazionale. Il presidente siriano: "Accuse Usa sono campagna di bugie". Papa Francesco: prevalga la pace

Il presidente francese Emmanuel Macron accusa la Russia di "essere stata complice nell'uso di armi chimiche in Siria". Le dichiarazioni, pronunciate in diretta tv in Francia, sono arrivate nel giorno in cui Donald Trump ha avuto un colloquio telefonico con lui e con Theresa May, spiegando di essere pronto a varare nuove sanzioni contro la Russia, ritenuta "complice" del regime di Assad. Ma mentre si rafforza invece l'asse Mosca-Teheran, con una telefonata tra Putin e il presidente iraniano Hassan Rohani in cui si parla di rischio caos per i raid Usa definiti "illegali", il presidente siriano Bashar al-Assad ha definito le accuse americane sull'uso di armi chimiche come "campagna di bugie". A tutti i leader ha lanciato un appello Papa Francesco: serve subito "un'azione comune per la pace".

Assad: "Campagna di bugie degli Usa"

Il presidente siriano Bashar al-Assad denuncia la "campagna di bugie" degli Usa contro il suo Paese davanti al Consiglio di sicurezza dell'Onu dopo l'offensiva lanciata da Washington, Londra e Parigi nella notte tra venerdì e sabato. "L'aggressione a tre con i missili contro la Siria è stata accompagnata da una campagna di bugie al Consiglio di sicurezza dell'Onu da parte degli stessi Paesi aggressori - ha detto Assad durante un riunione a Damasco con un gruppo di parlamentari russi - Per questo, ha aggiunto, la Siria e la Russia non solo combattono una battaglia contro il terrorismo, ma anche per proteggere la sovranità degli Stati e la volontà dei loro popoli". 

L'Onu boccia la risoluzione proposta dalla Russia

La Russia incassa la bocciatura della sua richiesta di condanna dell'attacco da parte dell'Onu e l'intelligence Usa sembra escludere possibili rappresaglie. Ma le tensioni restano. In Siria sono arrivati gli ispettori dell'Opac - l'istituzione che contrasta il proliferare delle armi chimiche - per vigilare sul rispetto dei trattati. Gentiloni invoca soluzioni diplomatiche, conferma la linea italiana contraria a ogni intervento militare e auspica che non si inneschi una escalation. Il ministro degli Esteri della Gran Bretagna, Boris Johnson, ha detto in un’intervista alla Bbc che il Regno Unito "deve prendere ogni precauzione possibile" contro un'eventuale ritorsione della Russia dopo i raid in Siria. 

Putin: "altri attacchi e sarà caos relazioni”

Il presidente russo Vladimir Putin è nuovamente intervenuto, avvertendo che azioni militari come quelli fatte da Stati Uniti, Francia e Siria, condurranno al "caos" nelle relazioni internazionali. Il capo del Cremlino, si legge in una nota ufficiale, lo ha affermato nel corso di un colloquio telefonico con il presidente iraniano, Hassan Rohani. "Azioni illegali - è stato dichiarato da entrambi - stanno causando un grave danno al quadro siriano e al suo processo di stabilizzazione", che Mosca insieme a Teheran e Ankara (che però ha ritenuto 'giusti' i raid sulla Siria) cerca di definire in base agli accordi di Astana. Putin, in particolare, ha sottolineato che "ulteriori fratture nella carta delle Nazioni Unite" saranno all'origine del disordine rapporti tra le potenze.

Papa Francesco: “Profondamente turbato, prevalga pace”

Sulla crisi è intervenuto Papa Francesco: dopo la preghiera del Regina Coeli il Pontefice ha detto di essere “profondamente turbato dall'attuale situazione mondiale, in cui, nonostante gli strumenti a disposizione della comunità internazionale, si fatica a concordare un'azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo".

Esplosione vicino a base iraniana ad Aleppo

Intanto, ieri sera è stata segnalata da alcuni media siriani e israeliani una "esplosione molto forte" e anche israeliani a sud di Aleppo, vicino a una base militare iraniana. Fonti siriane hanno ipotizzato un possibile attacco aereo come quello attribuito a Israele la scorsa settimana, ipotesi che non ha però trovato finora riscontri, come pure le voci, riferite anche dalla Tass, di possibili vittime, 'almeno venti', tra gli ufficiali iraniani. Per l'agenzia russa nella zona sarebbero stati visti degli aerei non identificati. Secondo i media vicini a Hezbollah, l'esplosione avrebbe interessato un deposito di esplosivi e sarebbe stata accidentale.

Usa, Gb e Francia rilanciano diplomazia

Nella notte, agli altri 12 membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, Usa, Francia e Gran Bretagna hanno presentato un nuovo progetto di risoluzione sulla Siria che dovrebbe essere discusso a partire da domani. Il testo tocca diversi aspetti, umanitari e politici, ma soprattutto chiede di indagare sull'uso di armi chimiche in Siria e chiede l'istituzione di un'inchiesta indipendente. Il progetto di risoluzione denuncia categoricamente tutti i casi di uso di armi chimiche in Siria, in particolare l'attacco a Duma del 7 aprile e stabilisce l'istituzione di un meccanismo per indagare su tali incidenti in base ai principi di "obiettività e professionalità". La bozza inoltre invita la Siria a collaborare pienamente con l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), la cui missione è attualmente in Siria per raccogliere le prove sul presunto attacco chimico che avrebbe lasciato, secondo alcune ong sul posto, decine di vittime a Duma.

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Data ultima modifica 15 aprile 2018 ore 16:23

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