Gb, ragazza uccisa a Nottingham: pista razzista, pm Roma chiede atti

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Lunedì vertice in Procura nella Capitale per fare il punto sulle indagini per l’omicidio della 18enne romana di origini egiziane morta dopo un’aggressione in Gran Bretagna. L’ambasciata segue la vicenda e offre sostegno alla famiglia

Si muove anche la magistratura italiana per fare chiarezza sulla morte di Mariam Moustafa, la 18enne romana, nata e cresciuta a Ostia da genitori egiziani, picchiata nel centro di Nottingham da una baby gang e morta dopo venti giorni di coma. Lunedì 19 marzo in Procura di Roma si terrà un vertice tra gli inquirenti e il pm Sergio Colaiocco, che ha delegato le indagini ai carabinieri del reparto operativo della Capitale e che chiederà alle autorità inglesi l'acquisizione di atti tramite un ordine europeo di investigazione.

Il lavoro della Procura

La Procura vuole acquisire ogni elemento per fare luce sull'aggressione e accertare se dietro il pestaggio, ripreso anche da un video che ritrae Mariam terrorizzata in balia del branco, composto da una decina di bulle, ci sia un movente razzista. Altro punto da chiarire è se ci sia stato un errore di valutazione da parte dei sanitari sulle reali condizioni di Mariam dopo l'aggressione, visto che fu dimessa, dicono i parenti, ma poi ebbe un malore e andò in un altro ospedale dove si accorsero di un'emorragia interna.

La Farnesina segue il caso

Sulla morte di Mariam si muove anche la Farnesina. "Il nostro Ambasciatore a Londra - spiega una nota del ministero degli Esteri - sta personalmente seguendo la vicenda, in raccordo con il collega egiziano con il quale si è sentito anche questa mattina per rinnovare la piena disponibilità a sostenere ogni azione che l'ambasciata egiziana vorrà intraprendere per risalire, nel più breve tempo possibile, alla verità". Mariam infatti aveva la doppia nazionalità, italiana ed egiziana. L'ambasciatore italiano a Londra, Raffaele Trombetta, inoltre ha contattato il padre della ragazza, che in molte interviste si è detto certo dell'aggressione a sfondo razzista. Trombetta ha sottolineato di aver sentito l'ambasciatore del Cairo nel Regno Unito per coordinare le azioni e che sul piano operativo sono già in contatto anche "i consoli generali" dei due Paesi. L'ambasciatore ha infine osservato come il padre di Mariam abbia precisato di "essersi rivolto all'ambasciata egiziana" prima che a quella italiana avendo "come priorità la sepoltura della figlia": sepoltura che la famiglia vuole sia in Egitto. Infatti le autorità egiziane si sono mosse per prime chiedendo ai colleghi britannici di condividere le informazioni sull'aggressione.

La ricostruzione del pestaggio

La 18enne, che studiava ingegneria al Nottingham College, è stata aggredita alla fermata dell'autobus all'esterno del centro commerciale Victoria Centre, in Parliament Street, il 20 febbraio alle ore 20. Ha cercato di fuggire alla furia del gruppo, che l'aveva trascinata per terra per oltre venti metri, salendo a bordo di un autobus. Il branco l'ha però seguita e ha continuato a picchiarla anche sul mezzo, finché non è intervenuto l'autista che le ha bloccate. Dopo un primo ricovero la ragazza era stata dimessa, poi ha avuto un malore e in un altro ospedale è stata riscontrata un'emorragia interna. La ragazza è entrata in coma e dopo tre settimane è morta. La madre della ragazza ha rivelato che la ragazza e la sorella di 15 anni, ad agosto era già state oggetto di una violenta aggressione ma "la polizia non aveva fatto nulla per individuare i responsabili".

 

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