Usa, licenziato ex vicedirettore dell'Fbi Andrew McCabe

Andrew McCabe - Getty Images
3' di lettura

È accusato di aver diffuso informazioni ai media e non essere stato onesto.  La difesa: "Trump  vuole indebolire le indagini del procuratore speciale Robert Mueller sul Russiagate”

Il ministro della Giustizia americano, Jeff Sessions, ha licenziato l'ex numero due dell'Fbi Andrew McCabe. L'accusa è quella di aver fornito notizie ai media e di aver “mancato di sincerità" in più occasioni, anche sotto giuramento. Dopo 21 anni all'Fbi, McCabe sarebbe dovuto andare in pensione domani, così da maturare i requisiti necessari per ottenere la pensione pubblica.

Le motivazioni del licenziamento

"Il Federal Bureau si aspetta che ognuno dei suoi dipendenti aderisca agli standard più elevati di onestà, integrità e responsabilità" afferma Sessions nella nota in cui annuncia il licenziamento "con effetto immediato" di McCabe. La decisione del ministro della Giustizia si basa sulle raccomandazioni dell'ispettore generale del Dipartimento di Giustizia e dell'ufficio dell'Fbi che si occupa del rispetto della disciplina.

Trump: "Grande giorno per la democrazia"

“È un grande giorno per la democrazia – ha scritto su twitter Donald Trump - perché McCabe sapeva tutto delle bugie e della corruzione ai più alti livelli dell'Fbi". Poi il presidente Usa ha aggiunto: "Il bigotto James Comey era il suo capo e McCabe sapeva tutto delle bugie e della corruzione ai più alti livelli dell'Fbi".

McCabe: tentativo di screditare inchiesta Mueller

Così come Rex Tillerson pochi giorni fa, anche McCabe non era stato avvertito del licenziamento: lo è venuto a sapere dai media e dalle chiamate dei giornalisti per avere un commento. Ma l'ex numero due dell'Fbi si difende: la scelta rientrerebbe secondo lui nella guerra del presidente Donald Trump all'Fbi e al procuratore speciale per il Russiagate Robert Mueller: "Sono stato licenziato per indebolire le indagini sulle interferenze russe sul voto e per screditarmi come possibile test nell'inchiesta". 

I contrasti con il presidente 

Parole dure dopo mesi di silenzio, durante i quali McCabe ha incassato i ripetuti attacchi di Trump. Il presidente lo ha accusato di essere schierato con Hillary Clinton, tanto che sua moglie Jill McCabe aveva corso come democratica per il posto in senato della Virginia. A questo si aggiunge il fatto che McCabe è stato coinvolto nelle indagini sul Russiagate e sull'emailgate di Hillary Clinton, contro la quale l'Fbi non ha mai lanciato accuse. Eppure, dopo il licenziamento di James Comey dalla guida dell'Fbi, McCabe era stato sentito dal presidente per prendere il posto di direttore dell'Agenzia. Si è trattato però di una schiarita momentanea: il fatto che McCabe abbia contraddetto pubblicamente la Casa Bianca su Comey non ha aiutato i rapporti fra i due.    

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