"Via le guide straniere da Auschwitz", minacciato un italiano

Auschwitz (Getty Images)
3' di lettura

La scritta è apparsa sul muro dell'abitazione di Diego Audero, che lavora a Cracovia da undici anni

 "Auschwitz per le guide polacche": questo l'inequivocabile messaggio apparso sul muro di casa di una guida italiana a Cracovia. A queste parole, si è accompagnata una stella di David equiparata a una svastica nazista e la frase: "La Polonia per i polacchi". Il destinatario è Diego Audero, 35 anni, originario di Cuneo, che vive e lavora in Polonia da undici anni e ne ha assimilato storia e cultura. Polizia e magistratura stabiliranno se si tratta di un atto isolato, di un'intimidazione mirata o dell'espressione di un malessere comune, ma è certo che l'episodio accende ancora una volta i riflettori sul sentimento degli ultranazionalisti polacchi che tanto allarma l'Europa.

La guida minacciata

"Mi sento ferito e triste per l'accaduto perché la Polonia io la considero come casa mia. Mi ritengo totalmente integrato nella società e a Cracovia sto benissimo. Da circa un anno ho però avvertito che frange dell'ambiente sono diventate ostili verso gli stranieri, ma io non riesco a sentirmi tale", ha commentato la guida italiana. Audero poche settimane fa aveva allestito e curato la mostra sugli internati militari italiani nei lager tedeschi in Polonia nel periodo 1943-1945, ospitata dall'Istituto italiano di cultura di Cracovia e da lunedì in quello di Varsavia. Probabilmente l'utilizzo della stella di David con la croce uncinata può ricollegarsi al volume-guida che lo stesso ha realizzato nel 2017, "Verso lo sterminio - Breve storia degli ebrei di Cracovia 1939-1945", con percorsi di visita nel Ghetto e a Plaszow. "Voglio ringraziare la direzione che è prontamente intervenuta in mia difesa, ma anche tutti i miei amici e colleghi che mi hanno dimostrato la loro vicinanza e la loro solidarietà per quanto accaduto" ha concluso il 35enne.

Lo spettro degli ultranazionalisti

L'episodio è stato fortemente criticato dal portavoce del Museo di Auschwitz, Bartosz Bartyzel: "Diego collabora con noi come educatore da molti anni, è una guida molto preparata che ha superato tutti gli esami e i corsi di formazione. Non possiamo che sottolineare come Auschwitz dovrebbe essere un luogo di tolleranza e non di discriminazione". Tuttavia, proprio per la presenza di dipendenti stranieri, la struttura è stata criticata in numerose occasioni dagli ultranazionalisti e sulle colonne di Gazeta Polska. Appena due giorni prima dell'apparizione delle scritte sull'abitazione di Audero, la responsabile dell'educazione della regione di Malopolska, Barbara Nowak, aveva scritto su twitter che trovava scandalosa la presenza di guide straniere, e che a suo dire il Museo dovrebbe avvalersi solo di guide polacche "affinché rappresentino il punto di vista reale della storia e proteggano l'integrità della Polonia". Ed aveva aggiunto che "la Polonia ha la responsabilità di scrivere la propria storia e di difenderla dalle falsità dei comunisti occidentali".

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