Giornalista ucciso in Slovacchia, media: indagava sulla ‘ndrangheta

Le candele in memoria di Jan Kuciak e la sua ragazza (Ansa)
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Secondo i quotidiani spectator.sme e aktuality.sk Jan Kuciak, trovato morto insieme alla sua ragazza, stava indagando sui rapporti tra persone legate alle cosche e politici di Bratislava

Potrebbe esserci una pista che porta alla ‘ndrangheta nella vicenda di Jan Kuciak, il giornalista investigativo trovato morto insieme alla sua ragazza domenica 25 febbraio nello loro casa in una cittadina vicina a Bratislava. A sostenerlo è uno dei giornali più importanti della Repubblica slovacca, lo spectator.sme, che insieme a aktuality.sk, la testata per cui scriveva Kuciak, ha ripreso il filone sul quale il reporter stava lavorando e parla di elementi legati alle cosche partiti da Bova Marina, in provincia di Reggio Calabria, anni fa alla volta dell'est d'Europa e collegati alla politica e alle istituzioni di Bratislava. Il premier Robert Fico ha annunciato una taglia di un milione di euro per chi abbia qualche informazione utile a trovare chi ha commesso l’omicidio.

Maria Troskova e il fotovoltaico

I media fanno i nomi di un imprenditore italiano nel settore del fotovoltaico e di politici slovacchi. Jan, ha scritto su Politico Tom Nicholson, che con Kuciak aveva lavorato, "fece progressi importanti su una storia che aveva a che fare con il trasferimento illegale di fondi strutturali europei a italiani residenti in Slovacchia, i cui legami con la 'Ndrangheta erano provati" e il cui capo "esortava a votare per lo Smer", il partito di governo in Slovacchia. "La criminalità organizzata slovacca - ha scritto ancora Nicholson - non ha mai ucciso giornalisti, laddove le bande mafiose italiane non si sono mai fatte scrupoli in questo senso".

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