Maldive nel caos, arrestato l'ex presidente e due giudici

3' di lettura

Crisi politica nel paradiso turistico, scosso da scontri tra manifestanti e polizia. Il tribunale aveva ordinato la scarcerazione di alcuni prigionieri politici, ma in seguito la stessa Corte ha annullato la sentenza

È caos nel paradiso turistico delle Maldive, alle prese con una grave crisi politica che ha portato il governo a dichiarare lo stato d'emergenza per 15 giorni. Il presidente Abdulla Yameen ha fatto arrestare l’ex capo del governo e leader dell’opposizione Maumoon Abdul Gayoom, suo fratellastro, per corruzione e tentato colpo di Stato. Lo ha scritto sua figlia Yumna Maumoon su Twitter. La situazione era precipitata la scorsa settimana, quando una sentenza della Corte suprema del Paese aveva ordinato la scarcerazione di nove membri dell’opposizione: la decisione aveva provocato proteste e scontri nella capitale Malè dopo che centinaia di oppositori erano scesi in strada a festeggiare. Il governo aveva fatto sapere che non avrebbe obbedito alla decisione della Corte e ha proceduto all’arresto di due giudici della Corte Suprema, Abdulla Saeed e Ali Hamid. Appena 24 ore dopo, il tribunale ha annullato l'ordine di rilasciare i prigionieri politici.

Il governo: "Corte suprema ha danneggiato l'interesse nazionale"

Prima del dietrofront della Corte suprema, il Governo aveva sostenuto che "la decisione della Corte suprema ha compromesso le funzioni del potere esecutivo, delle istituzioni dello Stato che sono investite dalla Costituzione di mandati specifici, e ha danneggiato la sicurezza nazionale e l’interesse nazionale”, si legge su Twitter. Il governo ha assicurato che lo stato d’emergenza “garantirà la sicurezza di tutta la popolazione" e di tutti gli “stranieri residenti e dei turisti" e che "non saranno limitati gli spostamenti, i servizi e le attività economiche”.

Scontri nella capitale

La Corte suprema aveva deciso di scarcerare alcuni membri dell’opposizione - tra i quali l'ex presidente Mohammed Nasheed, in esilio dal 2016 in Gran Bretagna – perché i loro processi erano motivati politicamente ed "erano stati influenzati dal governo". Durante gli scontri nella capitale Malé tra oppositori scesi in piazza per festeggiare e forze dell’ordine, un poliziotto era rimasto ferito dal lancio di sassi da parte dei manifestanti, gli agenti avevano risposto disperdendo la folla con spray al peperoncino e manganelli. L'Onu e la comunità internazionale hanno rivolto un appello al governo maldiviano perché rispetti la sentenza della Corte.

L'ex presidente diventato oppositore

L’ex presidente Gayoom, arrestato nella sua casa, è il fratellastro dell’attuale presidente Yameen. Ha governato il Paese per 30 anni fino al 2008, quando sono state indette le prime elezioni democratiche a seguito di una riforma che ha introdotto il multipartitismo. Ora Gayoom è apertamente critico verso il presidente Yameen.

Preoccupazione degli Stati Uniti

Gli Stati Uniti, tramite una nota del Dipatimento di Stato, fanno sapere di essere preoccupati e sottolineano che lo stato di emergenza concede ampi poteri alle forze di sicurezza, impone restrizioni ai viaggi e sospende parte della Costituzione del Paese. Allo stesso tempo gli Usa avevano applaudito la decisione della Corte Suprema delle Maldive di rilasciare i prigionieri politici e reintegrare i membri eletti del Parlamento. In un messaggio Washington aveva fatto sapere: "Gli Stati Uniti sono inoltre a favore della libertà di espressione per tutti gli abitanti delle Maldive e chiedono al governo il rispetto di questa libertà fondamentale''.

Data ultima modifica 06 febbraio 2018 ore 18:30

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