Fitness, mappa mondiale può svelare informazioni sui militari Usa

La provincia di Helmand, in Afghanistan: i punti illuminati in corrispondenza delle strutture dell'esercito Usa (foto: Strava.com)
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A scoprirlo è stato uno studente australiano di 20 anni. La mappa era stata pubblicata da Strava, "Social network per atleti", nel novembre 2017

Una app utilizzata per tracciare l'attività di fitness degli utenti svela informazioni sensibili sulla posizione, e soprattutto sui movimenti, del personale delle basi militari statunitensi in tutto il mondo.

La mappa del fitness pubblicata a novembre

La app in questione è Strava, utilizzata a livello mondiale da 27 milioni di persone per registrare i percorsi dei loro esercizi quotidiani tramite smartphone o fitness tracker (ad esempio Fitbit) e condividerli con gli altri utenti iscritti. Nella sua Global Heat Map, una mappa abbastanza dettagliata pubblicata nel novembre scorso, il "Social network per atleti" – come Strava si definisce – mostra i movimenti di oltre tre trilioni di punti Gps individuali tra il 2015 e la fine del 2017. Anche in aree remote del pianeta. Anche, come hanno notato di recente gli analisti militari – notizia riportata tra gli altri dal quotidiano britannico "The Guardian" – quelli del personale militare in servizio.  

Basi Usa "facilmente identificabili"

Nathan Ruser, studente australiano di 20 anni e analista dell'Institute for United Conflict Analysts, è stato il primo ad accorgersi del rischio celato da una mappa "all'apparenza molto carina" ma – come lui stesso scrive via Twitter – "non certo per OpSec (acronimo di Operation Security, il livello di sicurezza delle operazioni militari)". Le basi Usa, infatti, risultano "chiaramente identificabili e mappabili". Quando i soldati usano la app, il fatto che questa tracci i loro percorsi permette a qualunque osservatore attento di individuare la collocazione e il perimetro delle basi militari in aree particolarmente calde come Siria e Afghanistan. In questi Paesi, a utilizzare Strava sono quasi esclusivamente gli stranieri (leggasi: il personale militare) con il risultato che in territorio siriano o nella provincia afghana di Helmand "le basi della coalizione illuminano la notte", come scrive un altro analista, Tobias Schneider. Cosa che non succede, ad esempio, per le basi iraniane.

Il Pentagono valuta le insidie delle mappe

Tra le scoperte fatte ci sono una concentrazione di attività in una spiaggia di Mogadiscio, in Somalia, dove da tempo si ipotizza ci sia una base della CIA, e una postazione missilistica nello Yemen. Le mappe però non necessariamente svelano installazioni militari "misteriose" – come scrive Adnkronos –, ma possono offrire informazioni sulle abitudini del personale e mostrare le vie d'accesso alle strutture. Il dibattito è arrivato ovviamente sul tavolo del Pentagono, che negli ultimi anni aveva incentivato (e persino finanziato), l’utilizzo dei tracker per indurre il proprio personale a fare esercizio fisico. "Il Dipartimento della Difesa considera la situazione con la massima serietà – ha riferito un portavoce del Pentagono – e sta riesaminando il quadro per valutare se siano necessarie ulteriori direttive e se debba essere implementata una nuova policy per garantire la costante sicurezza del personale in patria e all'estero".  

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