Repubblica Ceca, venerdì al voto per scegliere il presidente

I candidati alla presidenza, tra cui Michal Horacek, Mirek Topolanek, e Jiri Drahos, durante uno dei dibattiti televisivi, a cui non ha mai partecipato Milos Zeman (Getty Images)
3' di lettura

I sondaggi danno in vantaggio il 73enne Milos Zeman che corre per il secondo mandato. Probabile che non ci sia un vincitore al primo turno con il ballottaggio che si svolgerà il 26 e il 27 gennaio. Lo sfidante più accreditato è il chimico Jiri Drahos

Il 12 e 13 gennaio si gioca la prima partita nella corsa al Castello di Praga. Venerdì e sabato gli elettori della Repubblica Ceca si dovranno recare ai seggi per il primo turno delle elezioni presidenziali. Secondo i sondaggi della vigilia, nessuno dei nove contendenti si dovrebbe assicurare la vittoria già questo fine settimana. I più accreditati a raggiungere il ballottaggio del 26 e 27 gennaio sono il presidente in carica, Milos Zeman, e il chimico Jiri Drahos, ex capo dell’Accademia delle scienze della Repubblica Ceca. Per il centro di ricerche Cvvm, Zeman potrebbe uscire dal primo turno con il 32% delle preferenze e Drahos con il 21,5%.

Il presidente in carica

Milos Zeman, 73 anni, è stato eletto presidente Il 26 gennaio 2013 ed è iscritto al partito dei Diritti Civili dopo un passato da leader socialdemocratico. Accusato di fomentare divisioni e alimentare paure nei confronti degli immigrati e dei musulmani, Zeman lo scorso maggio ha giocato un ruolo di primo piano nella turbolenta crisi istituzionale che si è conclusa con l’elezione a primo ministro di Andrej Babis, il miliardario leader del movimento populista Azione dei cittadini scontenti. Il suo governo al momento non è ancora riuscito a ricevere la fiducia della Camera nonostante sia fortemente sostenuto dal presidente in carica. Tra i 'cavalli di battaglia' di Zeman c’è la forte opposizione alle quote europee sui migranti, tema che ha affrontato anche nel messaggio di fine anno durante il quale è tornato ad attaccare l’Unione: "Nessuno è autorizzato a dirci chi possiamo lasciar entrare nel nostro territorio". Piuttosto convinto della rielezione, il presidente in carica ha deciso di non fare campagna elettorale per il primo turno delle elezioni, motivo per il quale non si è impegnato in spot elettorali e non ha preso parte ai dibattiti televisivi.

Il principale sfidante

Moderato e filo europeista, il professore di chimica Jiri Drahos è considerato lo sfidante più accreditato. Sessantottenne, è titolare di una decina di brevetti e per sei anni è stato a capo dell'Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca. Drahos è sostenuto da una lista indipendente e non è un politico di lungo corso. Il suo obiettivo dichiarato è quello di arrivare al ballottaggio per catalizzare sulla sua candidatura tutti gli elettori insoddisfatti di Zeman. Nonostante sia fortemente a favore di una Repubblica Ceca all’interno dell’Unione europea, in campagna elettorale ha comunque attaccato il principio delle quote dei migranti che ha definito: "una strategia inadeguata". Di contro, negli ultimi mesi ha sostenuto l'introduzione dell'euro nel Paese anche se al momento la misura non sembra godere di un grande consenso tra i cechi.

Gli altri contendenti

Il presidente in Repubblica Ceca rappresenta la nazione e, nonostante abbia pochi e limitati poteri, viene considerato una carica influente nel Paese. Oltre Zeman e Drahos alle elezioni si presenteranno altri sette candidati, tra cui Michal Horacek, imprenditore ed autore di testi musicali, l’ex primo ministro Mirek Topolanek, e l'ex capo della Skoda, Vratislav Kulhanek.

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