Russiagate, Trump: “Mai chiesto a Comey di fermare indagini su Flynn”

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Il presidente Usa al centro della bufera dopo alcuni tweet in cui attacca il Bureau e ammette di aver licenziato il consigliere alla sicurezza nazionale “perché ha mentito al vice presidente e all'Fbi''. I democratici invocano il reato di ostacolo alla giustizia

La bufera del Russiagate continua a scatenare la furia di Donald Trump. Ultime vittime in ordine di tempo il Dipartimento di Giustizia e l’Fbi, “rovinata” dall’ex capo del Bureau James Comey, accusato ancora di essere un bugiardo. Ma il presidente degli Stati Uniti è al centro delle polemiche anche a causa di un altro tweet, nel quale afferma di aver “licenziato Flynn (ex consigliere alla sicurezza nazionale ndr) perché ha mentito al vice presidente e all'Fbi''. Ammissione che, secondo i democratici, dimostrerebbe che il tycoon sapeva delle false dichiarazioni di Michael Flynn e lascerebbe intravedere il reato di ostacolo alla giustizia e, di conseguenza, un possibile impeachment.

Le repliche di Comey e Fbi

''L'Fbi è onesta. L'Fbi è forte. L'Fbi è e sarà sempre indipendente''. Per rispondere alle accuse di Trump, l’ex direttore del Bureau James Comey ha citato il discorso che pronunciò davanti al Congresso l'8 giugno 2017, quando accusò il presidente di essere un “bugiardo” e affermò che “non c’è alcun dubbio che la Russia abbia interferito nelle elezioni americane”. A replicare alle accuse del tycoon anche Thomas O'Connor, presidente dell'associazione degli agenti dell'Fbi: ''Ogni giorno mettiamo le nostre vite in prima linea per proteggere gli americani dalle minacce. Gli agenti portano avanti i loro compiti con integrità e professionalità. Ed è per questo che l'Fbi continua a essere la prima al mondo. Gli agenti sono dediti alla loro missione, suggerire altrimenti è semplicemente falso''.

“Fbi è a pezzi”

L’attacco di Trump via Twitter è iniziato con un cinguettio sull’ex direttore dell’Fbi - ''Non ho mai chiesto a Comey di fermare le indagini su Flynn'' - e dopo due ore è proseguito con toni più accusatori affermando che Comey ha rovinato la reputazione dell'Fbi, che è a pezzi a causa della sua ''disonesta'' indagine sull'uso del server privato di email da parte di Clinton: per Hillary, che ''ha cancellato 33.000 email nonostante il mandato del Congresso, non c'è stata alcuna giustizia, mentre il ''generale Flynn ha mentito all'Fbi e la sua vita è distrutta''.

La polemica sul licenziamento di Flynn

Ma il tweet che più ha scatenato la bufera è quello del 2 dicembre in cui Trump dice di aver “licenziato Flynn perché ha mentito al vice presidente e all'Fbi''. Una frase che, secondo indiscrezioni, sarebbe stata scritta da uno dei suoi legali, ma che i democratici ritengono un'implicita ammissione del fatto che Trump sapeva delle false dichiarazioni del suo consigliere alla sicurezza nazionale al Bureau. ''Iniziamo a vedere la formazione di un caso di ostacolo alla giustizia'', ha detto Dianne Feinstein, senatrice democratica della commissione servizi. Feistein ha spiegato anche di volerci vedere chiaro su KT McFarland, l'ex consigliera di Trump nominata ambasciatore a Singapore che, in uno scambio di email con il transition team riportato dal New York Times, ha scritto il 29 dicembre del 2016 che la Russia ''ha consegnato le elezioni a Trump''.

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