Nigeria, esercito respinge attacco Boko Haram: vittime tra i soldati

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L'episodio è accaduto in una città del nordest, la parte del Paese in cui imperversano le violenze jihadiste, a pochi giorni da un attentato che ha provocato più di 50 morti

I militari nigeriani hanno respinto un attacco di presunti combattenti jihadisti a Magumeri, città di 140mila abitanti dello Stato federale di Borno, nel nordest della Nigeria.

L'attacco di Boko Haram

L'episodio si è verificato sabato 25 novembre, a pochi giorni dall'attentato alla moschea nel vicino Stato di Adamawa, al confine con il Camerun, dove un kamikaze si era fatto saltare in aria durante la preghiera provocando la morte di 58 persone. Così come quell'episodio, anche l'attacco a Magumeri è riconducibile a Boko Haram, secondo quanto riferisce un portavoce dell'esercito citato dall'agenzia Reuters. La città si trova a una cinquantina di chilometri da Maiduguri, capitale del Borno, lo Stato nigeriano più martoriato dalle violenze dei ribelli jihadisti, riprese con vigore alla fine dell'estate scorsa.  

Bilancio incerto

Lo stesso portavoce dei militari, domenica 26 novembre ha fatto sapere che tre soldati sono morti nel tentato attacco di Boko Haram, l'ultimo di una lunga serie avvenuti nel nordest della Nigeria da nove anni a questa parte, e che tra le fila dell'esercito si contano anche sei feriti. Altre fonti parlano invece di sei militari e tre vigilanti deceduti nello scontro a fuoco con i ribelli, e un testimone – sentito al telefono dalla Reuters – sostiene che anche almeno tre civili avrebbero perso la vita. Non si ha contezza invece di eventuali perdite tra le fila dei ribelli.

L'ascesa di Boko Haram

Negli ultimi anni, Boko Haram ha compiuto in Nigeria attacchi ripetuti a scuole, mercati, chiese e moschee, ed è stato protagonista di rapimenti su larga scala (il più famoso ha riguardato un gruppo di studentesse nel 2014) – e altri atti disdicevoli come l'arruolamento di bambini soldato. Ma i suoi obiettivi principali restano quelli istituzionali, come le stazioni di polizia e le caserme militari, luoghi nevralgici per l'esercizio del potere e il controllo del territorio. Una mappa interattiva pubblicata da Al Jazeera riporta le zone in cui si sono concentrati gli attacchi fino al 2016: l'offensiva è cominciata nel 1999, anno in cui in Nigeria tornò la democrazia sull'onda della richiesta popolare di un'applicazione più restrittiva della legge islamica, a contrasto della corruzione diffusa. Proprio da questa richiesta, che veniva dal nord a maggioranza musulmana, i ribelli hanno tratto vantaggio facendo breccia soprattutto tra le fasce più deboli della popolazione.  

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