Nigeria, Boko Haram attacca villaggio del nord-est: bruciate 60 case

Una foto aerea recente di Gwoza, attaccata nel 2014 e vittima di successive incursioni da parte di Boko Haram: questa la devastazione di cui è capace il gruppo jihadista (Getty Images)
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Si teme ci siano morti. Nelle ultime settimane il gruppo jihadista ha intensificato le sue incursioni, che dal 2009 hanno causato più di 20mila vittime

Nuovo attacco dei miliziani di Boko Haram nel nord-est della Nigeria. Il gruppo jihadista ha messo a ferro e fuoco un villaggio nella notte tra mercoledì 9 e giovedì 10 agosto e si teme ci siano vittime.

Nella notte bruciate 60 abitazioni

La comunità presa di mira da Boko Haram è quella di Ghumbili, che si trova nell'area sotto il governo locale di Madagali, nello Stato nordorientale di Adamawa, uno dei 36 in cui è suddiviso il Paese. Come confermato anche al "Daily Post" dall'Adsema, l'Agenzia statale per la gestione dell'emergenza, "l'attacco è avvenuto tra le 22.23 di mercoledì e le 3 di giovedì mattina". Non meno di 60 le abitazioni andate bruciate, come dichiara il presidente del governo di Madagali Yusuf Muhammed, che conferma anche che l'attacco è durato quattro ore.

Probabili morti nell'attacco

Il villaggio è stato saccheggiato dal gruppo jihadista, che prima di bruciare le case ha rubato le provviste. Nell'attacco è stato ucciso il bestiame, ma le autorità non hanno ancora fornito il numero esatto delle persone rimaste uccise o ferite. Secondo la polizia non ci sono vittime ma l'agenzia Agi sostiene che l'Adsema parla di "un morto". Tuttavia, data l'entità dell'incursione, il timore è che il bilancio sia destinato ad aggravarsi. Gli abitanti che sono riusciti a scappare, invece, hanno trovato rifugio nella vicina Gulak.

Oltre 20mila le vittime di Boko Haram

L'attacco arriva a pochi giorni da quello in un villaggio vicino, Mildu, che aveva fatto sette vittime. Nelle ultime settimane si sono intensificate le incursioni nella zona da parte di Boko Haram. Da quando è cominciata la ribellione, nel 2009, i raid del gruppo estremista, che trova rifugio nella zona montuosa ai confini con il Camerun, hanno causato in Nigeria oltre 20mila morti e più di 2 milioni e mezzo di sfollati.

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