Nube radioattiva sul Nord Europa, la Russia esclude un incidente

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"Al momento non abbiamo alcuna informazione da nessuna delle nostre agenzie su una qualche causa che possa aver causato una tale emissione", ha detto il portavoce del Cremlino. La nuvola tossica di Rutenio 106 si sarebbe formata tra settembre e ottobre

La Russia nega qualunque coinvolgimento delle sue centrali nucleari con la nube radioattiva che, fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, si è formata sul nord Europa e sulla Russia, come confermato nei giorni scorsi dallo stesso servizio meteorologico russo. "Al momento non abbiamo alcuna informazione da nessuna delle nostre agenzie su una qualche causa o incidente che possa aver causato una tale emissione", ha detto Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino. 

Le rilevazioni

L'agenzia per la sicurezza nucleare francese Irsn ha rilevato tracce radioattive in territorio francese tra il 27 settembre e il 13 ottobre.  Nei giorni scorsi il servizio meteorologico russo Rosguidromet ha pubblicato - su richiesta di Greenpeace - dati che dimostrano come lo scorso settembre era stata rilevata un'altissima concentrazione di 'Rutenio 106' nell'area che ospita anche il complesso nucleare Rosatom Mayak negli Urali meridionali.  I rilevamenti hanno confermato la presenza di concentrazioni "estremamente alte", quella più elevata - addirittura di un livello 986 volte superiore alla radiazione naturale di fondo - è stata registrata nella regione di Chelyabinsk dalla stazione meteorologica di Argayash.

Cos’è il Rutenio

Il Rutenio-106 non esiste in natura, ma è prodotto dalle reazioni nucleari all'interno di un reattore che viene usato nella medicina nucleare. L'analisi delle ultime rilevazioni, sottolinea Greenpeace in una nota, coincide con le precedenti scoperte dell'ente di ricerca nucleare francese IRSN e l'agenzia tedesca per la protezione dalle radiazioni BFS. Sulla base di questi dati, Greenpeace Russia invierà una lettera alla procura per richiedere un'indagine sul "possibile occultamento di un incidente radioattivo e per il rilascio di informazioni sullo stato dell'ambiente". Per Rosidromet i livelli di rutenio, pur superiori alla norma, "erano ampiamente entro i limiti consentiti". 

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